Poco personale, chiusura a rotazione delle chirurgie

Fagnano tenterà di salvare il servizio di parto indolore sospeso fino a settembre «Ma la carenza di addetti è a livelli stratosferici, il sistema si sta fermando»
TERAMO. I nodi vengono al pettine. E come preannunciato un mese fa dal direttore generale della Asl, questa sarà un’estate da «lacrime e sangue» per la carenza di personale. Le prime a sperimentare lacrime, sangue e dolore sono state le donne, visto che è stato sospeso il servizio di partoanalgesia.
La direzione sanitaria del Mazzini ha comunicato al reparto che il responsabile del servizio di anestesia Roberto Berrettoni e il capo dipartimento Rita Rossi proponevano la sospensione del servizio nel periodo estivo. Tutto questo perchè gli anestesisti dovrebbero essere 25, ma sono solo 16. Il primario di Ostetricia e ginecologia, Anna Marcozzi, si è dichiarata contraria ma pare che la decisione sia presa. Tanto che in ospedale hanno già avvertito le donne in attesa che non si può fare il parto indolore.
«Tutto va ricondotto alla mancanza di anestesisti», spiega il direttore generale, Roberto Fagnano, «I guai della Asl di Teramo sono sempre gli stessi: la mancanza di personale, ormai arrivata a livelli stratosferici. Ora il tutto è aggravato dal periodo di ferie. A questo si somma il personale che usufruisce della legge 104 (i permessi per disabilità o per accudire parenti disabili) per cui in turno se hai cinque dipendenti è come se ne avessi quattro. E’ un numero enorme. Si consideri poi che nel 2014 sono andate in pensione 106 unità lavorative. Ed è vero che ci è stata data la possibilità di assumere a tempo indeterminato, ma ci vuole più di un anno per espletare un concorso».
E annuncia che la partonalgesia non sarà l’unica “vittima”. «Il sistema si sta fermando», aggiunge Fagnano, «stiamo valutando se chiudere a turno una delle chirurgie esistenti, proprio per la mancanza di personale in generale e di anestesisti in particolare. Scontiamo il fatto che in passato non sono state fatte assunzioni a tempo indeterminato e ora non si possono nemmeno fare quelle a tempo determinato». Meno di un mese fa il direttore generale ha dato dei numeri inoppugnabili, sulla situazione del personale e della relativa spesa. La Asl di Teramo spende meno fra le quattro abruzzesi per il personale, e non per sua volontà: 169 milioni (contro i 240 di Chieti, i 193 dell’Aquila e i 170 di Pescara). Il divario si fa ancora più evidente se si considerano i posti letto pubblici: Teramo, in rapporto a questi, spende solo 178.865 euro contro i 224.158 di Chieti, i 213.628 di Pescara e i 222.131 di Chieti. Per dare un’idea, la Asl dell’Aquila che ha 75 posti letto in meno, spende 24 milioni in più.
Di fronte a questa situazione, aggravata dal fatto che la Regione ha detto che i contratti a tempo determinato si possono prorogare, ma non c’è ancora alcun atto in tal senso, la domanda a Fagnano se la partoanalgesia al Mazzini ha qualche possibilità di sopravvivere quest’estate ottiene questa risposta, molto cauta: «La settimana entrante mi occuperò personalmente del problema. Certamente la sospensione non dà una bella immagine dell’ospedale. Per fortuna la partoanalgesia almeno “resiste”a Sant'Omero».
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