Poliservice sconfitta: «Ma abbiamo ragione»

28 Maggio 2015

Caso Fabiocchi ad Alba: per l’azienda il contribuente ha vinto solo perché mancava un documento

ALBA ADRIATICA. «Rispettiamo le sentenze, ma sul caso Fabiocchi occorre fare diverse precisazioni, carte alla mano, verificabili, senza tema di smentita». Presidente e direttore di Poliservice, Gianni Antelli e Gabriele Ceci, danno la loro versione sul ricorso presentato da Marco Fabiocchi che in due giudizi ha ottenuto sentenza favorevole di riduzione di interessi e sanzioni per mancato pagamento della Tia. Fabiocchi, infatti, accortosi di non aver fatto la denuncia dopo aver acquisito un immobile, si autodenunciò, mettendo in atto il cosiddetto “ravvedimento operoso”. Ma la Poliservice non applicò lo “sconto” sulla sanzione previsto in questi casi.

«Va precisato che in entrambi i ricorsi – primo grado e appello – la sentenza favorevole è frutto di un vizio formale (copia di un documento mancante nel fascicolo) e non sostanziale. Per cui, il contribuente è tenuto comunque a pagare la Tia per poco più di mille euro (sola tariffa) mentre la sanzione sarà del 10% anziché del 50». Il documento che manca sarebbe quello che testimonia che l’accertamento è partito prima dell’autodenuncia di Fabiocchi e non dopo. «Il contribuente ha intestato un immobile ed altri due risultano cointestati. Dalla documentazione in nostro possesso risulta, quindi, l’esatto contrario rispetto a quanto dallo stesso Fabiocchi asserito. Per un primo immobile (acquistato nel 2006) la Andreani Tributi (società incaricata del recupero Tia) ha notificato l’accertamento a gennaio 2012 mentre il contribuente si è “autodenunciato” a maggio 2012 (quattro mesi dopo). Dunque dall’acquisto sono passati circa 6 anni senza pagare la Tia. Per un altro immobile cointestato (acquistato a marzo 2004) l’Andreani ha notificato la verifica a gennaio 2012 mentre l’autodenuncia è arrivata a settembre dello stesso anno (8 mesi dopo). Gli anni evasi sono circa 8. Per un terzo immobile in comproprietà (dal 2008) l’accertamento risale a novembre 2012 per cui risultava evasore da 4 anni circa. Va precisato che già nel 2010, Andreani aveva notificato un avviso. Dunque non è vero che Fabiocchi prima si è denunciato poi è stato fatto partire l’accertamento, ma è vero il contrario. Quanto alle spese legali, Poliservice non ha pagato affatto 5mila euro. Lo dicono gli atti. In primo grado, la commissione provinciale tributaria ha stabilito spese per 230 euro a carico di Poliservice, mentre in appello le spese sono state compensate. Poliservice ha il diritto-dovere di riscuotere il dovuto per un servizio che offre e ha il dovere di agire per recuperare il quantum». Antelli e Ceci, però, non specificano quali siano state le spese, comprensive di onorario, per il legale che ha rappresentato la Poliservice nei due gradi di giudizio, uno dei quali all’Aquila.

Intanto, a Cosev Spa (l’altra società partecipata pubblica), sono giunti 36 curriculum per la carica di presidente e 30 per quella di membro del collegio sindacale. L’assemblea dei sindaci dovrà scegliere la professionalità cui affidare la gestione del nuovo Cosev (dopo la fusione di Cosev Impianti e Cosev Servizi). Il nuovo cda guidato dal futuropresidente dovrà partecipare, infatti, all’appuntamento provinciale per la gara d’ambito della rete metanifera. Da vedere se la scelta sarà indolore o se porterà a un confronto-scontro fra i sindaci che potrebbero non considerare i curriculum e procedere a una nomina esterna all’avviso, fermi restando i requisiti di idoneità.

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