Polo scolastico, rebus per stadio e Molinari

21 Marzo 2017

La sistemazione delle aule a Piano d’Accio condizionata dalle richieste della Protezione civile. Da valutare l’indice di vulnerabilità di piazza Moro

TERAMO. Il riassetto dell'edilizia scolastica cittadina è condizionato da tanti nodi ancora da sciogliere. Uno di questi riguarda la destinazione definitiva del polo di Piano d'Accio. Dalla Protezione civile arriveranno i fondi, per circa due milioni di euro, necessari all'allestimento dei locali nel complesso dello stadio di proprietà comunale e affidati in concessione all'imprenditore Sabatino Cantagalli. La struttura sarebbe pronta nel giro di un paio di mesi, probabilmente per l'inizio del prossimo anno scolastico, e nelle intenzioni dell'amministrazione cittadina risponderà all'emergenza innescata dagli sciami sismici che hanno messo fuori gioco quattro scuole. L'ufficio del commissario per la ricostruzione Vasco Errani di recente ha però chiarito che le risorse pubbliche da investire sull'edilizia scolastica dovranno finanziare interventi definitivi, quindi non soluzioni tampone. Per l'opposizione questo vuol dire che l'allestimento della nuova scuola a Piano d'Accio che potrà ospitare fino a 850 alunni non avrà carattere solo emergenziale, sebbene su questo punto, nell'ultima commissione consiliare dedicata ai progetti per le scuole, il sindaco Maurizio Brucchi non abbia indicato una linea certa. La scelta, in pratica, sarà rinviata alla pianificazione successiva alla definizione degli indici di vulnerabilità degli edifici scolastici ancora sprovvisti di questo dato. Per il Pd, comunque, resta prioritaria una programmazione chiara degli interventi. «Siamo in forte ritardo», sostiene il capogruppo Gianguido D'Alberto, «dalle prime scosse di agosto ad oggi non abbiamo acquisito neppure un indice in più rispetto a quelli che già si conoscevano sette mesi fa». Gli accertamenti sul grado di resistenza sismica diranno quali e quanti dei 28 edifici scolastici in funzione resteranno operativi o dovranno essere rimpiazzati. «In ogni caso la distribuzione degli edifici sul territorio dovrà essere equa», sottolinea il consigliere dem, «evitando lo spopolamento del centro ma anche delle frazioni in cui la presenza degli studenti è un elemento fondamentale per i risvolti sia sociali che economici ad esso collegati». La soluzione prospettata dal capogruppo del Pd punta su poli da realizzare in tre o quattro macroaree del territorio comunale. Nella zona ovest il punto di riferimento sarebbe Villa Vomano, dove andrebbe completato l'intervento di edilizia scolastica fermo da anni. All'estremità opposta un polo si dovrebbe allestire a San Nicolò, mentre la struttura dello stadio raccoglierebbe il bacino d'utenza formato da Piano d'Accio, Colleatterrato e Villa Pavone. A queste poi andrebbe aggiunta una soluzione per il centro storico sulla quale inciderebbe lo stato della scuola Molinari, in piazza Moro. «L'indice di vulnerabilità di quell'edificio che già ospita 850 studenti è decisivo», sottolinea D'Alberto, «per definirne l'utilizzabilità in chiave futuro». Il discrimine resta comunque la pianificazione. «In assenza di quest'ultima l'amministrazione rischia di perdere finanziamenti per interventi di lungo periodo», fa rilevare il capogruppo del Pd, «e di subire le proposte che arriveranno dai privati».

Gennaro Della Monica

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