Pomante: è giusto schierarsi Ma tra i suoi c’è dissenso

TERAMO. «L'analisi politica impone di appoggiare Manola Di Pasquale perché diversamente, senza prendere decisioni, si consegnerebbe la vittoria a Maurizio Brucchi». E’ questo uno dei passaggi chiave...
TERAMO. «L'analisi politica impone di appoggiare Manola Di Pasquale perché diversamente, senza prendere decisioni, si consegnerebbe la vittoria a Maurizio Brucchi». E’ questo uno dei passaggi chiave dell’intervento con cui Gianluca Pomante spiega la decisione presa in vista del ballottaggio di domenica. Il candidato dei movimenti civici, che entrerà comunque in consiglio comunale, si schiera con il centrosinistra ma senza particolare entusiasmo. «La competizione politica mi ha entusiasmato», rivela, «fino a quando è stata contatto con la gente, confronto con gli altri candidati, progettazione di una città futura». Per Pomante è comunque importante fare una scelta, anche esposta a critiche, e replica alle accuse d’incoerenza mosse nei suoi confronti. «Il comportamento dei galoppini prezzolati che in queste ore cercano di denigrare chi, comunque, vorrebbe un cambiamento, anche se piccolo, anche se diverso», tiene a precisare, «conferma l'atteggiamento vile e servile nei confronti di chi è duro con i deboli e misero con i forti, di chi sfugge al confronto, di chi fornisce risposte evasive, di chi oppone il “muro di gomma” ad ogni pietra lanciata, che rimbalza soffocata a poca distanza». Pomante non nasconde il fatto di essersi chiesto se “ne vale la pena” ma chiude il suo intervento con una frase lapidaria: «Io scelgo, voi fate come vi pare».
A non essere d’accordo con lui è uno dei suoi candidati consiglieri. «Sono stato coerente, forte della mia idea e dei miei valori, impegnandomi in prima persona tra la gente, la stessa che io oggi però sono tenuto a rispettare», scrive Federico Carboni, «non riesco infatti ad accettare accordi e o compromessi di qualsiasi natura con chi è complice nell'aver portato la nostra città così in basso». Il candidato, che ha ottenuto 74 preferenze piazzandosi ottavo nella lista Finalmente Pomante, considera inaccettabile la logica del “male minore” e auspica un’analisi del voto. «Bisognerebbe chiedersi perché i cittadini hanno riposto in noi la loro fiducia», osserva, «semplicemente perché ci consideravano l'alternativa a questo sistema e non la stampella». (g.d.m.)
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