Ponte ciclopedonale rovinato Ci sono 300mila euro inutilizzati

3 Settembre 2019

La Regione nel 2018 ha stanziato la somma per la manutenzione e lo snodo della pista verso Teramo Di Marcello: «Per i Comuni è difficile fare i lavori, anche altri punti della ciclovia sono a pezzi»

GIULIANOVA . Il ponte ciclopedonale sul fiume Tordino, a suo tempo realizzato dalla Provincia e successivamente affidato ai due Comuni territorialmente interessati, sembra diventato l’oggetto misterioso della ciclovia adriatica. Fiumi d’inchiostro sono stati versati negli anni per denunciare l’assenza di manutenzione, ma quel simbolo di degrado è ancora lì.
A poco è servito il grido di dolore lanciato ad aprile 2017 dagli “Amici del Parco Annunziata” che addirittura esposero un lenzuolo con la scritta in rosso: “Non lasciatemi morire”. Nel 2018 la Regione Abruzzo ha stanziato 300mila euro per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della struttura, ma nulla si è mosso sino ad ora. L’intervento sarebbe servito anche per rendere possibile lo snodo della pista ciclabile lungo il Tordino verso Teramo.
«Le condizioni del ponte ciclopedonale in legno sul fiume Tordino, parte fondamentale della ciclovia adriatica, sono indicative del problema più grande del percorso: la manutenzione». Lo afferma Raffaele Di Marcello, presidente dell'Ordine degli architetti di Teramo e membro del centro studi della Federazione italiana ambiente e bicicletta. «La manutenzione dei ponti in legno, realizzati anni fa dalla Provincia di Teramo, è compito dei Comuni sul cui territorio sorgono. Il che, vista la situazione dei nostri enti locali, è un problema, e si vede. Il ponte sul Salinello è stato recentemente ristrutturato, ma già molte viti stanno uscendo fuori dalle loro sedi, mentre quello sul Vibrata è stato completamente rifatto viste le condizioni critiche della struttura portante» sottolinea Di Marcello, «non si tratta di un problema di materiale, ma di manutenzione. Purtroppo in Italia dimentichiamo che qualsiasi materiale, sia acciaio, calcestruzzo, legno od altro, ha un suo ciclo di vita e necessita di periodiche attenzioni».
Di Marcello fa notare che anche altre opere della ciclovia costiera scontano mancanza di manutenzione e pagano errori di progettazione: «I parapetti in legno del tratto tortoretano della pista ciclopedonale, subito dopo il ponte sul Salinello, rischiano di crollare sul percorso; il fondo stradale di molti tratti, spesso colorato per pure ragioni estetiche, sbiadisce facilmente e risulta scivoloso in caso di pioggia. Diversi tratti non sono a norma per quanto riguarda larghezza e raggi di curvatura; insomma c'è ancora molto da fare, anche in considerazione del fatto che la ciclovia abruzzese è entrata a far parte delle ciclovie turistiche strategiche nazionali, e presto arriveranno nuovi fondi per il suo completamento». Nel suo complesso la pista ciclabile rappresenta un'opera strategica di grande attrazione, ma sovente sottovalutata dalle amministrazioni comunali che, settimanalmente, la occupano con bancarelle, mercatini e quant’altro, e poco si preoccupano della indispensabile manutenzione ordinaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA