Ponte ciclopedonale sul Tronto: Pepe chiede notizie a Marsilio

Dell’opera non si parla da circa un anno dopo le rassicurazioni delle Regioni Abruzzo e Marche Il consigliere del Pd: «Avevano promesso più fondi e un iter velocizzato, che fine ha fatto il progetto?»
MARTINSICURO. «Il progetto del ponte ciclo-pedinale sul fiume Tronto che fine ha fatto? Dopo le tante precisazioni della Regione Abruzzo sul disimpegno dei fondi, e le rassicurazioni sull’avvio di un nuovo progetto, con nuovi fondi e un iter più veloce, è trascorso un anno e del ponte non si parla più. Non si hanno più notizie dell’importante infrastruttura che Martinsicuro aspetta da molti anni». Con queste premesse il consigliere regionale Dino Pepe chiede in un’interrogazione alla giunta regionale a guida Marco Marsilio notizie sull’iter del ponte.
«Tale opera», si legge nell’interrogazione, «rende possibile il collegamento tra territori che da sempre condividono interessi sociali ed economici. In questa ottica, e con l’intento di rafforzare l’offerta turistica, la Regione Abruzzo nel 2016, nell’ambito degli interventi finanziati nel Masterplan Abruzzo -Patto per il Sud, ha inserito il collegamento ciclopedonale sul fiume Tronto quale elemento infrastrutturale di congiunzione tra le piste ciclabili dei due territori regionali facenti parte entrambi della Ciclovia Adriatica, cofinanziando l’opera al 50%, con l’altro 50% stanziato dalla Regione Marche. Come è noto, tale progetto, nel mese di ettembre 2021 ha subito una pesante battuta d’arresto a causa del disimpegno delle somme stanziate e, ad oggi, nonostante le rassicurazioni, sono insufficienti le informazioni utili e necessarie circa l’avvio del nuovo iter e i tempi della realizzazione dell’opera. Con la presente, aderendo alle sollecitazioni di cittadini residenti, turisti, operatori economici, sindaci e amministratori locali, sono a chiedere ogni informazione e documentazione utile circa lo stato dell’arte del nuovo iter amministrativo in atto, con specifico riferimento alla progettazione definitiva/esecutiva e all’individuazione delle necessarie coperture finanziarie, oltre che gli atti necessari e propedeutici alla realizzazione dell’opera».
Dopo il ritiro dei finanziamenti ci furono proteste e manifestazioni sia sulla sponda abruzzese, sia su quella marchigiana. Ne seguì una serie di interventi da parte delle Regioni Abruzzo e Marche, che promisero il ripristino dei fondi, che anzi sarebbero stati aumentati, e un iter più snello.
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