Ponte di Aprati chiuso, 702 isolati

5 Novembre 2016

Crognaleto, il sindaco pensa a un servizio navetta per far spostare gli abitanti

CROGNALETO. «E dopo il terremoto mancava anche l’isolamento di sette frazioni del mio Comune». Sbotta il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo dopo la chiusura al traffico da stamattina del ponte di Aprati a seguito dei controlli della Dicomac e con ordinanza della Provincia, Nei fatti è isolato il 60% del territorio comunale. Il ponte – che aveva subito delle lesioni dopo il sisma di Amatrice per cui era stato istituito il senso unico alternato con divieto di transito ai mezzi sopra a 3,5 tonnellate – per il sisma del 30 ottobre, ha avuto «un peggioramento dello stato fessurativo (nella foto, ndc) sugli elementi strutturali» ed è scattato il divieto di transito a tutti i veicoli.

E la chiusura del ponte comporta l’isolamento di Crognaleto, Frattoli, Cesacastina, Valle Vaccaro, Cervaro, Tottea e Alvi perché il percorso alternativo verso San Giorgio è chiuso per pericolo caduta massi sempre a causa del sisma. «Con quest’ordinanza rimangono isolati 702 residenti del mio comune con una serie di disagi a chi ci abita e di danni a tutto il tessuto imprenditoriale e socio-economico», ha proseguito il sindaco, «l’unica soluzione è far portare tutti i mezzi dalla parte di qua dal ponte e mettere un servizio navetta che più volte al giorno si rechi nelle sette frazioni e accompagni i cittadini fino al ponte. Intanto faremo di tutto per far rimuovere subito i massi nella strada verso San Giorgio e quindi di riaprirla e di velocizzare i lavori al ponte. Io chiedo subito lo stato di calamità alla Regione».©RIPRODUZIONE RISERVATA