Ponte sul Tronto, Pepe (Pd): persi quattro anni e tanti soldi

6 Aprile 2023

MARTINSICURO. Non si placano le contestazioni sulla realizzazione del nuovo ponte ciclopedonale sul Tronto dopo la presentazione del nuovo progetto avvenuta a Martinsicuro.«La passerella elettorale...

MARTINSICURO. Non si placano le contestazioni sulla realizzazione del nuovo ponte ciclopedonale sul Tronto dopo la presentazione del nuovo progetto avvenuta a Martinsicuro.
«La passerella elettorale di qualche giorno fa, messa in scena dal presidente Marsilio, non cancella la verità dei fatti: sull’opera del ponte sul Tronto si riparte da zero, sono stati persi quattro anni di tempo e tutto il lavoro precedente». Così il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, che continua: «L’assenza delle Province di Teramo e Ascoli alla presentazione del progetto quasi definitivo, quel quasi è molto eloquente, è il segno tangibile che Marsilio è già in piena campagna elettorale. Il ponte sul Tronto, che ha subìto la revoca dei finanziamenti e della convenzione con la Regione Marche nel 2022, sarà realizzato, secondo quanto annunciato, con fondi Pnrr, cioè con somme che il partito di Marsilio ha fortemente osteggiato in Parlamento. L’opera, naturalmente, costerà oltre 500mila euro in più, a ciascuna delle due Regioni, rispetto a quanto previsto fino all’anno scorso: realizzarla prima avrebbe voluto dire anche risparmiare».
«Proprio nei giorni in cui il tanto atteso ponte ciclopedonale sul fiume Tronto, già finanziato in precedenza, poteva vedere l’apertura del cantiere per unire finalmente le Marche all’Abruzzo, i due governatori annunciano un rifinanziamento con i fondi del Pnrr», è la critica che arriva dalla sponda marchigiana nelle parole dell’ex consigliere regionale e attuale coordinatore regionale di Italia Viva Fabio Urbinati, che continua: «Questo certifica l’inadempienza progettuale della Regione Marche già da noi denunciata più di sei mesi fa, che ha portato alla perdita del precedente finanziamento. Visto che ora, se tutto andrà bene, il ponte non vedrà la luce prima dei prossimi due se non addirittura tre anni, l’iter per la chiusura del progetto e l’assegnazione dei lavori ripartirà da capo e i tempi», conclude Urbinati, «si allungheranno di nuovo».
Sandro Di Stanislao
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