Ponte sul Vomano Castellalto e Cellino minacciano denunce

I due sindaci alla Provincia: «Se l’opera non sarà realizzata avvieremo le procedure per accertare eventuali danni»
CASTELNUOVO. Dopo l’istanza di recesso da parte della ditta che si era aggiudicata i lavori di realizzazione del ponte sul Vomano, e che la Provincia era stata costretta ad accettare, adesso arriva anche la minaccia di denunce da parte dei sindaci dei Comuni interessati, quelli di Castelnuovo e Cellino Attanasio.
I due primi cittadini Vincenzo Di Marco (che riveste anche la carica di consigliere provinciale di minoranza) e Giuseppe Del Papa, in una nota inviata per conto delle rispettive amministrazioni sia alla Provincia che alla Regione chiedono infatti all’ente di via Milli di attivarsi immediatamente per chiedere una congrua proroga del finanziamento di quasi tre milioni di euro stanziato per l’opera e di attivarsi per l’emanazione dei bandi di gara, minacciando nel caso in cui il ponte non venga realizzato di mettere in campo tutte le «procedure necessarie all’accertamento di eventuali danni erariali, civili e del caso anche penali e a sollecitare la condanna dei responsabili a qualsiasi livello». La nota dei due sindaci di fatto smentisce quando dichiarato anche ultimamente dagli amministratori provinciali, che avevano annunciato di aver chiesto la proroga del finanziamento alla Regione allegando anche un cronoprogramma degli interventi. Richiesta che al contrario, secondo i due amministratori, non sarebbe ancora stata presentata nonostante l’avvicinarsi del termine del 31 dicembre, fissato dalla Regione per la realizzazione dei lavori pena la revoca del finanziamento. Per questo, oltre che alla Provincia, la nota è stata inviata anche alla Regione a cui Di Marco e Del Papa chiedono «di mantenere l’assunto impegno finanziario necessario per la realizzazione dell’opera nonché a voler concedere alla Provincia di Teramo l’auspicata richiedenda proroga». E questo anche alla luce di notizie «trapelate da ambienti della Regione» secondo le quali sarebbero già state individuate, anche se non formalmente, le opere su cui dirottare i quasi tre milioni di euro in caso di revoca del finanziamento per il ponte. Opere che tra l’altro riguarderebbero altre province.
Una situazione delicata e di cui i cittadini chiedono una rapida soluzione e a fronte della quale annunciano, in caso in cui l’opera resti un’incompiuta, denunce in tutte le sedi. Per i due primi cittadini, infatti, «sorgono dubbi sulla correttezza dell’operato dei vari responsabili del procedimento de quo e dei vari sub-procedimenti a ogni livello foriero, nella ipotesi di revoca dei finanziamenti e di mancata esecuzione dell’opera, di conseguenze sia sul piano contabile sia su quello civile risarcitorio, non escluse conseguenze penali».
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