Ponte sul Vomano, corsa contro il tempo

La Regione ha avviato l’iter per la revoca del finanziamento. Di Bonaventura: «Stiamo cercando di ottenere una proroga»
CASTELLALTO. I timori sulla perdita del finanziamento per il nuovo ponte sul Vomano sono diventati realtà. La Regione Abruzzo, a fronte dei ritardi nella realizzazione dell’opera, ha infatti avviato l’iter per la revoca del finanziamento. L’opera, destinata a collegare i Comuni di Castellalto e Cellino, rischia dunque di restare un’incompiuta. A confermare la notizia il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, che negli ultimi giorni ha avuto diversi incontri in Regione con l’obiettivo di salvare il finanziamento. «Stiamo cercando di risolvere una situazione difficilissima», sottolinea Di Bonaventura, «la Regione a fronte dell’inaffidabilità dimostrata dalla Provincia negli ultimi quattro anni ha deciso di avviare il procedimento per la revoca del finanziamento. Per questo che negli ultimi due giorni sono stato in Regione, insieme al sottosegretario Umberto D’Annuntiis, per cercare di ottenere un’ulteriore proroga e cercare di recuperare la credibilità che la Provincia ha perso negli anni passati». Quella per salvare il finanziamento adesso è una vera e propria corsa contro il tempo. Nei prossimi giorni la Provincia predisporrà un documento per rispondere ai rilievi della Regione. Documento che conterrà un cronoprogramma dei lavori, con l’obiettivo di non fare del ponte l’ennesima incompiuta.
L’atto di concessione del finanziamento era arrivato nel 2015 e prevedeva che l’opera fosse realizzata entro dicembre 2017. Da quel momento sono passati quattro anni, durante i quali la Regione ha concesso ben tre proroghe. Ma i lavori non sono mai partiti, tanto che a marzo l’Ati che si era aggiudicata l’appalto aveva deciso di recedere dal contratto. Una decisione alla quale la Provincia non si era potuta opporre, con la relativa determina di accoglimento dell’istanza di recesso che aveva confermato tutta una serie di ritardi e superficialità da parte degli enti pubblici interessati alla realizzazione dell’opera. «Sono giorni decisivi per il futuro dell’opera», conclude Di Bonaventura, «eppure quelli che hanno lavorato male si permettono di fare politica. Io penso a lavorare, a testa bassa, con l’obiettivo di salvare un’opera strategica per la vallata del Vomano».
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