Ponti della Provincia Solo per le urgenze servono 113 milioni

7 Settembre 2018

Di Sabatino presenta il rapporto sulle opere necessarie richiesto dal Ministero. Il fabbisogno totale è di 1,7 miliardi

TERAMO. Solo per le priorità servono 113 milioni di euro. Se poi si considerano gli interventi necessari sui 244 tra ponti e viadotti e sulle 211 strade, che sommano circa 1.500 chilometri per la maggior parte in aree pedemontane e montane, il conto raggiunge l’iperbolica cifra di un miliardo e 700 milioni. Sono i dati, essenziali quanto significativi, del rapporto stilato dalla Provincia sullo stato delle infrastrutture di sua competenza e inviato al ministero che lo ha richiesto, come a tutti gli altri enti locali, dopo la tragedia di Genova.
In oltre 180 pagine, comprensive di schede tecniche la cui elaborazione è stata avviata ancor prima che dal governo ne arrivasse richiesta, l’amministrazione guidata da Renzo Di Sabatino fotografa condizioni e opere necessarie per l’adeguamento statico e antisismico del proprio patrimonio. Lo studio si basa su parametri normativi come la manutenzione ordinaria ciclica e quella non ricorrente per la quale, fa notare il presidente, «si registrano le maggiori criticità per mancanza di finanziamenti ordinari». Nel rapporto vengono elencati poi gli interventi straordinari, i lavori di messa in sicurezza idrogeologica e le opere considerate urgenti in attesa di essere finanziati. «Per quanto riguarda i ponti non possiamo individuare una o due particolari criticità, anche considerando i 21 interventi realizzati in questi quattro anni e i 15 milioni già investiti», osserva Di Sabatino, «ma abbiamo invece un programma complessivo di adeguamento statico e sismico visto che siamo in un terra che continua a tremare quotidianamente». Su quello di Garrufo, che secondo un documento della Regione avrebbe un grado di resistenza sismica pari a zero, il presidente precisa che «dalla nostra documentazione, anche per i lavori recentemente realizzati, a noi risulta un indice di 0,60».
Di Sabatino si sofferma anche sulla procedura per la realizzazione del nuovo ponte di Castelnuovo rispondendo ai dubbi sollevati dal consigliere regionale Leandro Bracco. «Gli ho appena inviato una nota con i miei recapiti, l’ho invitato a venire a trovarci e a visionare tutta la documentazione in nostro possesso», fa sapere il presidente, «è un’opera, complessa, che ha avuto tanti problemi e anche per questo mi sono rivolto ad un tecnico esterno per una valutazione complessiva di tutti i passaggi. Non voglio ombre e non voglio spendere nemmeno una lira di più di quanto dovuto». In generale Di Sabatino ricorda che «la programmazione, la pianificazione e il finanziamento delle opere pubbliche non dovrebbero essere dettati da vicende dolorose e contingenti come il crollo del ponte di Genova». Il presidente evidenzia che «noi, come immagino tutti gli enti locali, siamo pieni di documenti di programmazione inviati al ministero e alla Regione con puntuale indicazione di priorità e di costi».
Mancano però i finanziamenti. «Le Province restituiscono allo Stato oltre la metà di quello che incassano ed è evidente», osserva il presidente, «che opere, che siano strade o ponti, senza manutenzione ciclica e ordinaria possono presentare dei rischi». Il consigliere delegato alla viabilità Mario Nugnes richiama la tempistica di predisposizione del report. «A una richiesta generica abbiamo risposto con una relazione molto dettagliata su tutto il patrimonio stradale e sulle cosiddette opere d’arte, ponti e viadotti, versanti e scarpate», afferma, «ed è stato possibile con un preavviso così breve da parte del ministero perché si tratta di un quadro che viene continuamente aggiornato dagli uffici». (g.d.m.)
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