Ponti, servono sette milioni per i lavori

31 Agosto 2018

Dieci le strutture fatte controllare dal Comune: non hanno problemi di staticità ma urgono fondi per la manutenzione

TERAMO. Sono necessari dai 4 ai 7 milioni di euro per la manutenzione dei principali ponti teramani e molti di più – dai 25 ai 30 – per renderli sismicamente adeguati. E’ questo il risultato di una prima ricognizione seguita dal Comune di Teramo, su richiesta del ministero delle Infrastrutture dopo la tragedia di Genova.
Ieri mattina in municipio il sindaco Gianguido D’Alberto, l’assessore ai lavori pubblici Stefania Di Padova e i tecnici comunali hanno fatto il punto della situazione. Innanzitutto i principali ponti teramani non presentano problemi di staticità. Ma hanno grosse carenze in termini di manutenzione e non sono adeguati alle norme antisismiche. «I ponti sul territorio comunale sono più di cento, non tutti di nostra competenza», spiega Di Padova, «abbiamo individuato le dieci infrastrutture particolarmente importanti sia per la viabilità che perché meritavano una certa attenzione. E’ stato fatto un lavoro certosino dal quale partire per un censimento di tutte le infrastrutture presenti sul territorio».
I DIECI SORVEGLIATI. I ponti e le infrastrutture prese in considerazione sono dieci, costruiti sia in mattoni che in cemento armato in varie date, dal 1850 al 2005. Quindi tutti non sono adeguati alla attuale normativa antisismica. Ma – è emerso più volte nel corso della conferenza stampa – non hanno problemi di staticità. Quel che è carente è la manutenzione. «Dobbiamo recuperare un ritardo di anni», sottolinea D’Alberto che annuncia a breve interventi urgenti soprattutto per eliminare la vegetazione infestante. E per il ponte sul Messato (alla Cona, zona area archeologica), ponte a porto (a Travazzano) e il ponte a catena anche il ripristino delle barriere di protezione. Questi interventi a carico del Comune, per tutto il resto il sindaco si augura che «a questa richiesta di notizie da parte del ministero segua la messa a disposizione di finanziamenti, perchè noi non abbiamo le risorse nemmeno per uno». Intanto il Comune si avvia a creare «un’anagrafe dello stato delle infrastrutture, propedeutica a qualsiasi tipo di riflessione e per stabilire il grado di priorità degli interventi . In questi anni abbiamo assistito al tentativo di scaricare le responsabilità: è un modo sbagliato per mettere in sicurezza del territorio».
PONTE SAN GABRIELE. Discorso a parte su ponte San Gabriele, che per il Comune resta di proprietà dell’Anas in quanto l’iter del passaggio di competenze non si è mai perfezionato.
L’Anas per quel ponte ha stanziato 9 milioni di euro per la manutenzione ordinaria (l’asfalto è in condizioni pessime) e straordinaria, ma i lavori – ritenuti non urgenti – sono nella quinta tranche, dunque bisognerà aspettare. Lunedì c’è un incontro apposito in prefettura. L’ingegnere del Comune Pierluigi Manetta ha però annunciato che a breve si dovrà trovare una soluzione transitoria per i due passaggi pedonali che non sono sicuri per l’altezza dei parapetti e lo stato dei marciapiedi. Dato che la carreggiata è abbastanza ampia, sarà creato un camminamento per pedoni, protetto da new jersey, e due corsie per auto.
PONTE A CATENA. Qualche preoccupazione la desta il ponte a catena: «Non è più in grado di sopportare il traffico veicolare», osserva D’Alberto, «e bisogna fare un ragionamento in prospettiva sul guardo di Carapollo. Purtroppo abbiamo perso finanziamenti per un ponte di collegamento Ma una soluzione la troveremo». Altro ponte costantemente monitorato, dopo alcune frane, è il ponte di via Fuina, che dalla Cona porta a Mezzanotte.
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