Pontile, un degrado inarrestabile

15 Ottobre 2014

Roseto, è sempre più pericolante: una ringhiera cade in mare durante i lavori

ROSETO. A prima vista sembrerebbero delle reti lasciate ad asciugare da qualche pescatore. Ma facendo più attenzione si vede chiaramente che sono dei teli, ormai logori, messi lì per coprire il grave deterioramento delle balaustre. Stiamo parlando del pontile di Roseto, una delle ultime opere pubbliche realizzate durante l'amministrazione guidata da Giovanni Ragnoli, le cui condizioni di degrado sono da tempo sotto gli occhi di tutti, tanto che l'amministrazione comunale ha deciso almeno di coprire alla vista i punti più degradati.

Ma ormai il lungo telo non basta più, nonostante sia stato messo su entrambi i lati dei parapetti, perché il decadimento è talmente diffuso che si farebbe prima a demolire completamente la struttura per ricostruirla nuovamente. Quello che balza subito agli occhi è il deterioramento del cemento, talmente sbriciolato che affiorano ben visibili i ferri arrugginiti dell'armatura. Il pericolo maggiore è che qualcuno inavvertitamente possa sbattere contro gli spuntoni di ferro procurandosi delle pericolose ferite. La salsedine ha eroso anche le pesanti ringhiere piazzate a intervalli regolari lungo la balaustra, attaccando soprattutto le cerniere che le tengono fissate al cemento. Alcune di queste sono ormai sul punto di staccarsi completamente, il che comporterebbe altri gravi rischi per chi inavvertitamente si appoggiasse senza accorgersi delle condizioni delle ringhiere. Proprio mentre stiamo realizzando il servizio fotografico, un camion del Comune entra nel pontile dopo aver sollevato la sbarra che ne impedisce l'ingresso agli automezzi, fermandosi davanti a uno dei cancelli e l'operatore lo assicura con una cima per poter intervenire in sicurezza. È però bastato un leggero tocco per far cadere pesantemente la ringhiera in mare, subito recuperata grazie alla corda cui era stata legata pochi istanti prima. Cosa sarebbe successo se ad appoggiarsi fosse stato un bambino, o anche soltanto uno dei tanti pescatori che affollano la struttura giorno e notte? Meglio non pensarci, anche perché se l'ipotetico incidente si fosse verificato col mare mosso, le conseguenze sarebbero state drammatiche.

Federico Centola

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