Ponzano, fissati i confini della nuova frazione

11 Febbraio 2021

Civitella, il tecnico ha concluso la perimetrazione dell’area dove sarà ricostruita  dopo la frana di quattro anni fa. il Comune è pronto ad acquistare i terreni

CIVITELLA DEL TRONTO. Era il 13 febbraio del 2017 quando Ponzano franò, facendo perdere ai residenti case e territorio ma non la speranza. L’anno in corso segnerà la svolta perché per la ricostruzione manca poco. Il tecnico incaricato dall’amministrazione comunale di ricostruire a Santa Eurosia la frazione franata ha rimesso all’amministrazione comunale di Civitella del Tronto (guidata dal sindaco Cristina Di Pietro) la perimetrazione dell’intero lotto che dà il via libera all’acquisizione dell’area. A giorni il Comune e il proprietario dei terreni andranno davanti al notaio per l’acquisizione del terreno. Ovviamente poi l’ente assegnerà i lotti, già definiti, ai proprietari che potranno avviare la realizzazione delle loro abitazioni.
Dopo la firma del commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, del decreto con cui aveva preso atto del piano attuativo di delocalizzazione e rilocalizzazione di Ponzano attestando anche l’inesistenza di motivi di conflitto d’interessi, ogni successivo passaggio è più agevole. Le somme stanziate sono disponibili per cui niente può fermare il risorgere del complesso urbano. La vecchia frazione le cui aree saranno acquisite al patrimonio collettivo sarà messa in sicurezza. I proprietari dei lotti potranno incaricare i tecnici per progettare le singole abitazioni che verranno finanziate con i fondi della Protezione civile e così Santa Eurosia diventerà la Ponzano 2. Le 39 abitazioni rinasceranno sul terreno messo a disposizione dal privato per un controvalore di circa 200mila euro. L’Ufficio speciale per la ricostruzione ha stanziato i fondi per il terreno, necessari anche per consentire al Comune di fare le opere di urbanizzazione il cui costo è stato stimato in circa due milioni di euro. C’è entusiasmo fra i cittadini di Ponzano, fino ad oggi costretti all’autonoma sistemazione provvisoria che potranno riprogrammare il loro futuro abitativo in un’area diversa ma sicura.
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