Ponziani si dimette: «Troppe difficoltà»

3 Ottobre 2019

D’Alberto e Core, capogruppo della sua civica, gli rendono l’onore delle armi: «Con lui il settore ha cambiato passo» 

TERAMO. La delega alla cultura non porta bene nella giunta comunale. A poco più di un anno dalla nomina l’assessore Luigi Ponziani getta la spugna, come aveva fatto nel 2017 Marco Chiarini, l’unico suo predecessore nella passata amministrazione, che nello stesso incarico amministrativo era durato anche meno di lui. La lettera di dimissioni, firmata e consegnata ieri mattina al sindaco, ha ufficializzato una scelta da tempo meditata e che l’ormai ex amministratore motiva con l’impossibilità di «garantire con la necessaria continuità, assiduità e efficacia l’impegno». L’addio di Ponziani è da lui stesso spiegato con un dettagliato report della propria attività che evidenzia «difficoltà, di ordine finanziario, amministrativo e carenza assoluta di personale», oltre alla speranza evidentemente disattesa di poter operare «in un clima di auspicabile serenità».
Non sono serviti, dunque, i reiterati tentativi del sindaco di far desistere l’assessore dal suo proposito di abbandono. D’Alberto di conseguenza «prende atto» delle dimissioni e sottolinea il cambio di passo nella gestione della proposta culturale del Comune impresso da Ponziani. «Basti pensare alla riapertura della pinacoteca civica», fa notare il primo cittadino, «all’iter per il riutilizzo funzionale del teatro romano e al rilancio del Premio Teramo per un racconto inedito». Dello stesso tenore è il messaggio di Andrea Core, capogruppo di ‘Insieme possiamo’, la lista civica con cui Ponziani era stato eletto a giugno del 2018. «Il suo punto di vista attento e puntuale e il suo agire amministrativo, seppur tra mille difficoltà nel far ripartire una macchina ferma da anni», afferma, «hanno rappresentato un riferimento imprescindibile». Ponziani resta, sia per D’Alberto che per Core, il «padre nobile» del progetto che ha portato alleanza civica e Pd alla guida del Comune.
La delega alla cultura sarà gestita da D’Alberto ma le dimissioni hanno riacceso il vespaio di malumori, aspirazioni e annesse indiscrezioni sul riassetto di giunta e maggioranza. Di sicuro c’è un posto da riassegnare in giunta che, stando alla ripartizione post-elettorale, spetta alla lista civica di diretta emanazione del sindaco. La maggioranza, però, si potrebbe allargare, imbarcando almeno una parte dei sei consiglieri di opposizione meno critici, tra Giovanni Cavallari, i grillini, il gruppo di Mauro Di Dalmazio e Domenico Sbraccia. Potrebbero aumentare anche i posti in giunta. Il massimo è nove, tre in più dell’attuale composizione, ma la maggioranza quand’era all’opposizione ha sempre criticato l’estensione della giunta fino al limite consentito. La lista dei potenziali assessori sarebbe comunque più lunga dei posti assegnabili e comprende alleati di partenza del sindaco, come il gruppo ‘+Teramo’ di Emiliano Carginari e Ilaria De Sanctis, il fuoriuscito dal Pd Maurizio Verna, nonché Flavio Bartolini e Francesca Di Timoteo dei Dem.
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