«Popolare Bari, stop a tagli e chiusure»

18 Maggio 2022

Rassicurazioni dall’incontro tra amministratore Carrus, sindaci e Province: «L’istituto è salvo, ora sviluppo dei territori»

TERAMO. Stop alla chiusura delle filiali, voglia di investire e di rilanciare il dialogo col territorio. È la sintesi estrema dell'incontro che ieri mattina ha visto i vertici della Banca Popolare di Bari confrontarsi con enti e istituzioni abruzzesi, e teramani in particolare. Una riunione molto partecipata, promossa dal sindaco di Teramo e presidente dell’Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto, costellata di buoni propositi e richieste. Al Parco della scienza si sono ritrovati sindaci, associazioni di categoria, sindacati, enti economici e imprenditoriali: in un clima disteso e franco nel confronto, si sono messe in fila le criticità del passato, le azioni di rilancio del presente, le aspirazioni del futuro.
STOP ALLE CHIUSURE
Che non ci saranno altri tagli in provincia di Teramo e in Abruzzo sul fronte delle filiali è la prima, e più attesa, notizia emersa dall'incontro. La rassicurazione è giunta direttamente dall'amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, Cristiano Carrus: «Nel nostro piano non prevediamo nessuna ulteriore chiusura di filiale», ha chiarito subito l'ad, «il gruppo Mediocredito centrale (che controlla BpB, ndc) e la Popolare di Bari non sono in contrapposizione al territorio, anzi siamo dalla stessa parte: vorrei che questo presupposto fosse chiaro. Questo incontro è importante perché ci permette di confrontarci e guardare al futuro. Le direttive di Mcc sono chiare per il 2022/2024: lavorare allo sviluppo dei territori. La Bpb oggi non è una banca tecnologica, e su questo dobbiamo lavorare: ma non a discapito del capitale umano che per noi è fondamentale. Faremo un lavoro di implementazione, e non potrebbe essere altrimenti in Abruzzo dove ci sono 65 filiali su 213, quindi il 31,5%, delle filiali del Mediocredito centrale-Popolare di Bari», ha aggiunto Carrus. L'ad ha parlato di una banca che ha attraversato periodi difficilissimi ma che oggi non è da salvare perché «è stata già salvata: è un paziente uscito dalla terapia intensiva, che va ora curato. Lo faremo in questo 2022 con una squadra che conta in ruoli importanti diversi teramani che dunque conoscono il territorio e sanno capirne esigenze e necessità».
IL SINDACO D'ALBERTO
«Oggi si deve aprire una nuova fase, dello sviluppo dei rapporti col territorio e di ricentralizzazione dell'Abruzzo all'interno della Banca popolare di Bari. Una banca che è di proprietà pubblica, e che deve occuparsi anche della tutela dei servizi essenziali del territorio perché abbiamo già dato tanto, tantissimo», ha detto il sindaco D'Alberto, che si è detto soddisfatto dell'incontro al pari del presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura, del presidente della Provincia dell'Aquila Angelo Caruso, del vice sindaco di Chieti Paolo De Cesare, e del deputato Antonio Zennaro, tutti presenti alla riunione.
LE VOCI DEL TERAMANO
Il territorio teramano non ha perso l'occasione per dire la sua. La chiusura delle filiali ha colpito in modo duro l'entroterra e a rimarcare il danno che queste decisioni hanno creato è stato il sindaco di Castelli Rinaldo Seca: «Nell'ottobre 2021 è stata chiusa la filiale e anche lo sportello Atm, un colpo durissimo e il mio oggi vuol essere un grido di dolore dell'intero territorio montano. Castelli è famosa nel mondo per le sue ceramiche, conta un forte flusso turistico e oltre 30 partite Iva attive: il taglio della filiale si ripercuote dunque sui visitatori e sulle imprese, che non possono avere un servizio essenziale. Speriamo in una pagina diversa da ora in avanti», ha detto Seca. Gli hanno fatto eco colleghi di piccoli comuni che hanno subito lo stesso trattamento e il neo presidente del Bim Giuseppe D'Alonzo ha fatto sintesi a nome dei 26 sindaci che rappresenta. Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi e imprenditore, ha tuonato contro le scelte del passato auspicando un futuro diverso col nuovo corso che la Bpb ha intrapreso: «Fra le cattive scelte fatte c'è stata anche la chiusura della filiale di Alba Adriatica: un riferimento per una zona popolata e turistica, colpita da una decisione incomprensibile. Oggi le parole dell'ad ci rassicurano, e speriamo siano di buon auspicio», ha concluso Giovannelli.
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