Popolari di Bari, chiusure di sedi ma nessun taglio al personale

24 Febbraio 2021

L’amministratore delegato nell’incontro organizzato in Comune: «Via solo le filiali inefficienti Non ci sarà un abbandono del territorio ma un piano di rilancio con una specializzazione dei servizi» 

TERAMO. L'Abruzzo perderà alcune filiali della Popolare in Bari, seppur in misura ridotta rispetto al piano originale. Questo però non si tradurrà né in un taglio occupazionale né in un abbandono del territorio abruzzese ma, al contrario, in un piano di rilancio con un potenziamento e una specializzazione dei servizi in cui l'Abruzzo continuerà a rappresentare la regione di riferimento insieme alla Puglia.
Ad assicurarlo, nell'incontro interistituzionale convocato dal sindaco Gianguido D'Alberto, è stato l'amministratore delegato di Bpb Giampiero Bergami, che ha sottolineato come l'obiettivo dell'istituto di credito sia quello di reinterpretare e valorizzare quella che è da sempre la sua vocazione: quella di essere una banca del territorio. «Il futuro di Teramo e del territorio abruzzese ha le sue radici nella vocazione di questo gruppo, che è esclusivamente territoriale e locale», ha detto Bergami, «chiuderemo delle filiali, quelle più inefficienti e che a fronte di un'analisi piuttosto approfondita che abbiamo fatto sono destinate a non contribuire in nessun modo alla redditività della banca e questo nel medio periodo sarà apprezzato perché questo territorio ha già vissuto le conseguenze di una banca inefficiente e noi vogliamo andare nella direzione opposta».
Bergami ha comunque assicurato che la razionalizzazione del numero di filiali non comporterà un taglio occupazionale. «Il personale sarà mantenuto e riutilizzato nelle altre filiali», ha sottolineato, «la sostanza del piano di riorganizzazione è che ci specializziamo. Vogliamo dare risposte alle domande in maniera molto professionale ed efficiente. Questo è il modo che riteniamo più efficace per recuperare la fiducia delle famiglie e delle imprese». L'obiettivo, per l'ad di Bpb, presente ieri a Teramo insieme a Cristiano Carrus, chief business officer della Bpb e a Paolo Falini, responsabile delle risorse umane, è infatti quello di un rilancio della banca su base locale o microlocale, e sicuramente regionale. «L'Abruzzo è nei numeri, nei fatti, nella storia», ha continuato, «la regione di riferimento per questo gruppo, insieme alla Puglia. L'ambizione è quella di ritornare ad essere un punto di riferimento e questo attraverso specifiche competenze sia nel supporto alle famiglie nelle loro scelte di investimento e protezione sia nel rapporto con le imprese. Per le imprese pensiamo in particolare a quello che riguarda tutto il mondo dell'agevolazione e che dovrà vedere la banca riuscire a facilitare l'accesso agli strumenti del mercato dei capitali, sia quelli forniti da agenzie come Invitalia o banche come Medio Credito Centrale sia quelle fornite da operatori privati. È un rilancio che parte dalla tradizione e che non può non avere un occhio rivolto al cosiddetto "open banking", e quindi a tutte le forme di interlocuzione digitale con i clienti che ci vedranno impegnati in un vero e proprio rilancio e ristrutturazione della banca che purtroppo da questo punto di vista è rimasta molto indietro».
Il sindaco Gianguido D'Alberto ha sottolineato come l'incontro di ieri abbia dato il via a una ricucitura, attraverso un patto istituzionale, del rapporto tra la banca, il territorio e le sue istituzioni. «Con Popolare di Bari vogliamo avere un dialogo istituzionale, sociale ed economico che sia responsabile e chiaro», ha detto D'Alberto, «nella consapevolezza delle difficoltà che la nuova governance ha trovato e che ci sarà bisogno comunque di una ristrutturazione finalizzata all'efficienza. È però necessario che questo avvenga con grande trasparenza e con rispetto della dignità istituzionale di tutti i territori e, quindi, con un equilibrio territoriale che tenga conto del peso che ha l'Abruzzo all'interno della Popolare di Bari, che ancora oggi ha il 24 per cento della quota di mercato all'interno del nostro territorio».
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