Porta a porta, la Team elimina il turno di notte

20 Marzo 2015

La decisione viene contestata dai sindacati nel vertice davanti al prefetto e Brucchi commenta: «Posizioni anacronistiche, dobbiamo ridurre i costi»

TERAMO. È sfociato in un incontro davanti al prefetto Valter Crudo ieri mattina lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi dai sindacati, che nutrono perplessità su alcuni cambiamenti delle funzioni organizzative e dell’orario di lavoro degli operatori della Team. Al confronto, oltre al sindaco Maurizio Brucchi e al presidente della municipalizzata Pietro Bozzelli, hanno partecipato Amedeo Marcattili della Cgil, Fabio Benintendi della Cisl e Massimo Di Carlo della Fiadel.

Nel mirino, oltre a problemi relativi a vestiario, manutenzione dei mezzi, inquadramenti e indennità di funzioni, è finita soprattutto la soppressione del turno notturno di raccolta porta a porta in centro storico, nei confronti della quale i sindacalisti hanno sollevato scetticismo sia per la logistica del ritiro, che si rende più difficile nelle ore mattutine, sia per la ripartizione delle 36 ore lavorative in nuovi turni che prevedono per due giorni 5 ore lavorative e 7 ore per gli altri due. «Come al solito si tratta di decisioni prese senza il minimo coinvolgimento dei sindacati», lamenta Amedeo Marcattili della Cgil, «il presidente ha motivato le scelte con la necessità di contenimento dei costi del Comune, ma riteniamo ancora una volta che i sacrifici non debbano passare sempre e solo per la pelle dei lavoratori e che debbano farli anche i vertici dell’azienda». Un ulteriore confronto è rimandato a lunedì tra le Rsu e i vertici dell’azienda.

«Credo che i sindacati abbiano posto problemi anacronistici in considerazione delle priorità che stiamo affrontando», ha detto Brucchi. «L’obiettivo della Team è ridurre i costi fissi e in virtù di questo è stata costretta a mandare 13 interinali a casa. Ora stiamo affrontando la situazione degli operatori in esubero legati ai servizi in scadenza al 30 aprile, ovvero pulizia immobili e musei. Ma in relazione alle rimostranze sulla soppressione del turno di notte o sui livelli di inquadramento faccio fatica a capirle. Se queste operazioni riducono i costi, ben venga. Vogliamo rispettare il “porta a porta” per mantenere sopra il 60% il livello della raccolta differenziata, ma dobbiamo fare economie. Per questo chiedo anche ai sindacati di remare dalla stessa parte. Infine ritengo che per un dipendente sia più agevole lavorare di giorno piuttosto che di notte. Se poi questo è funzionale al risparmio e non inficia la qualità del servizio, non comprendo la polemica».

Tra le altre sforbiciate da compiere intanto sembra che il presidente Bozzelli stia valutando la possibilità di cambiare sede visto che quella centralissima in via Delfico è molto onerosa, così come saranno tagliate le consulenze e le spese esorbitanti dell’officina che assorbono un milione di euro. Oggi intanto si attende il via libera del Comune alla rimodulazione del calendario della raccolta, che dovrebbe consentire un risparmio di 600mila euro all’anno.

Marianna De Troia

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