Post-Covid, battaglia mediatica sul futuro dell’ospedale

ATRI. Battaglia mediatica sul futuro dell’ospedale di Atri dopo l’impegno sul coronavirus. Un botta e risposta fra il Pd locale e il sindaco Piergiorgio Ferretti in cui si è inserito il consigliere...
ATRI. Battaglia mediatica sul futuro dell’ospedale di Atri dopo l’impegno sul coronavirus. Un botta e risposta fra il Pd locale e il sindaco Piergiorgio Ferretti in cui si è inserito il consigliere di Abruzzo civico Paolo Basilico.
Ferretti alla richiesta di consiglio comunale straordinario sul futuro del San Liberatore presentata dal Pd che punta a ottenere un ospedale di primo livello, risponde per le rime. Accusa il partito di «un’irrefrenabile e ritrovata ansia da protagonismo cercando vanamente di recuperare una verginità politica in materia sanitaria dopo aver accettato supinamente, negli ultimi 5 anni di governo regionale a guida del centrosinistra, tutti gli atti penalizzanti di volta in volta adottati a discapito del nostro nosocomio». Il sindaco ricorda il taglio del punto nascita, ad esempio. E annuncia che per l’ospedale c’è un progetto di potenziamento da quasi 4 milioni.
La risposta a Ferretti dal Pd è altrettanto dura. «Lei dovrebbe essere preoccupato della sua inutilità e isolamento politico all’interno della sua coalizione e del fatto che viene regolarmente escluso da ogni riunione ove si decidono le sorti dell‘ospedale. Sindaco, per favore, non assuma atteggiamenti da ducetto piccato che non le sono consoni e che la fanno apparire fuori tono e luogo. Risponda nel merito e nella sostanza!». Il Pd chiede lumi sul progetto a 4 milioni e chiede la convocazione della commissione sanità per discutere della propria proposta. Terza forza, Basilico, che critica i continui «rinfacci politici che non portano a nulla». «Non vi è campagna elettorale che non si consumi sulla pelle del San Liberatore e non vi è un governo regionale da cui non abbiamo dovuto difenderci», osserva ricordando che se il punto nascita l’ha tagliato il centrosinistra, il taglio era stato previsto dalla giunta Chiodi che addirittura voleva far diventare il San Liberatore un centro per lungodegenti. Basilico si chiede quanto sia utile far rimanere un’area Covid nell’ospedale, sollecitando un tavolo di confronto aperto a tutti.

