Post-sisma, 72 milioni alle scuole: «Finanziate già tutte le strutture»

L’amministrazione elenca gli interventi che hanno ottenuto fondi con le ordinanze firmate da Legnini: «Per la prima volta ci sono risorse anche per i piani antincendio, in passato una gestione sciagurata»
TERAMO . Finanziamenti ottenuti per 72 milioni, a cui se ne aggiungono altri 14 richiesti e in arrivo. Si riassume in questi due numeri il report del Comune sull’edilizia scolastica post-sisma. Le cifre snocciolate dal sindaco Gianguido D’Alberto e dal suo vice Giovanni Cavallari sono un’implicita risposta alle recenti polemiche sollevate dall’opposizione circa la scarsa efficacia dell’azione amministrativa in riferimento alle risorse del Pnrr non intercettate dalle scuole. «Il patrimonio scolastico teramano è di fatto interamente finanziato», evidenziano i due amministratori. I fondi indicati derivano per la maggior parte dalle ordinanze emesse dal commissario per la ricostruzione del Centro Italia Giovanni Legnini e solo per una quota residuale, rilevano D’Alberto e Cavallari, si riferiscono al periodo precedente al loro insediamento in Comune.
le misure commissariali
Con l’ordinanza speciale 6 del 2021 sono stati finanziati gli interventi per il polo scolastico Molinari, che ospita gli alunni della media Savini e di materna ed elementare San Giuseppe, per quasi 8,9 milioni, l’edificio dell’ex Savini (finanziato già dall’ordinanza 56/2018) per 4,4 milioni, il complesso storico della San Giuseppe (finanziato già dall’ordinanza 33/2017) per 4,1 milioni, l’elementare De Jacobis (finanziata già dall’ordinanza 56/2018) per 2,4 milioni, la scuola dell’infanzia di Villa Ripa (finanziata già dall’ordinanza 33/2017) per 350mila euro, l’istituto musicale Braga (finanziato già dall’ordinanza 56/2018) per cinque milioni. Con l’ordinanza speciale 31 del 2021 hanno invece ottenuto finanziamenti la scuola materna La Mongolfiera e al nido Coccinella (quasi 1,3 milioni), le materne ed elementari Michelessi (due milioni) e Sarti (2,1 milioni), la materna Arcobaleno (due milioni), la media D’Alessandro e la materna L’Aquilone ( 8,2 milioni), l’elementare San Berardo (tre milioni), la media Giovanni XXIII (5,9 milioni), la materna ed elementare Serroni (oltre 4,6 milioni), la materna di Sant’Atto (quasi 1,5 milioni), l’elementare di Nepezzano (769.785 euro), la materna Pinocchio e l’asilo nido Accademia di Pollicino (oltre 1,4 milioni), la materna e media Capuani (quasi 3.4 milioni).
Fondi ministeriali e Usr
Il Comune, tramite bandi dell’anno scorso del ministero dell’Interno, ha poi ottenuto 3,5 milioni per la messa in sicurezza dell’elementare San Giorgio e 146.244 euro come contributi per le spese di progettazione definitiva ed esecutiva, mentre ha stanziato 500mila euro di fondi propri per la scuola materna di Piano D’Accio. Inoltre, attraverso i fondi Usr per il sisma 2009 e Cipe 110 sono stati stanziati poco più di 1,3 milioni per l’elementare Risorgimento e quasi due milioni per materna Lettieri e nido Girasole. Infine è stata finanziata, attraverso il decreto ministeriale 637 del 2017 la nuova scuola materna Fornaci Cona per oltre 1,7 milioni.
Prevenzione incendi
Nell’elenco ci sono anche i piani antincendio 2019 e 2020, compartecipati dal Comune, che hanno permesso di ottenere risorse per la media Zippilli (215mila euro), materna La Mongolfiera e nido Coccinella (60mila euro), elementare Risorgimento (215mila euro), elementare San Berardo (202mila euro), materna ed elementare Serroni (202mila euro), materna Pinocchio e nido Accademia di Pollicino (50mila euro). «Per la prima volta», sottolineano D’Alberto e Cavallari, «il patrimonio scolastico viene messo in sicurezza anche per le norme antincendio, dopo la gestione sciagurata di gruppi politici del passato, capaci solo di far cadere la loro stessa amministrazione».
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