Post-sisma, a Montorio il corso invaso dai cantieri

Impalcature e protezioni creano però disagi agli esercenti, che chiedono aiuti L’opposizione: «Vanno dati ristori anche per i lavori 2009, ora non sono previsti»
MONTORIO AL VOMANO. Importante balzo in avanti nella ricostruzione post sisma del centro storico di Montorio: più della metà di corso Valentini è interessato da impalcature. Sono, infatti, sei i cantieri avviati di aggregati molto grandi: uno è della ricostruzione 2016 per oltre 202mila euro e cinque sono riferibili al sisma del 2009 per circa tre milioni e 600mila euro. A breve partiranno altri due aggregati 2009 per un importo di un milione e 100mila euro.
Il centro del borgo è stato il più colpito dagli eventi sismici, ma anche quello dove la ricostruzione, soprattutto del 2009, stava procedendo più a rilento. Nell’autunno scorso erano 34 gli aggregati fermi, una empasse per la quale il sindaco Fabio Altitonante aveva minacciato i commissariamenti. Ora, però, la situazione si è sbloccata. Una bella notizia per i cittadini che vedranno pian piano il centro rianimarsi dopo un esodo di negozi e di residenti, se non fosse, però, che l’imminente avvio dei lavori può creare disagi per le poche attività rimaste che hanno dovuto fare i conti prima con lo spopolamento e poi con lo spostamento del mercato settimanale. Le grosse impalcature e soprattutto le protezioni dei cantieri occupano gran parte della carreggiata, creando difficoltà per lo scarico merci fino ad arrivare a coprire parte o completamente le attività, come alcuni esercenti hanno fatto notare. Un’attività che è dentro la recinzione è temporaneamente chiusa e probabilmente, considerati i lunghi tempi per terminare i lavori, sarà costretta a spostarsi. Gli esercenti sono concordi sul fatto che la ricostruzione sia necessaria, ma chiedono protezioni meno invasive e soprattutto temono che non venga riconosciuto loro nessun indennizzo per l’eventuale delocalizzazione visto che la maggior parte degli aggregati sono interessati dalla ricostruzione 2009.
Un problema messo in luce anche dai consiglieri di minoranza Alessandro Di Giambattista, Alessia Nori, Eleonora Magno e Andrea Guizzetti. «Solo per gli immobili danneggiati dal sisma 2016 sono attualmente previsti indennizzi per la delocalizzazione delle attività mentre quelli che hanno riportato danni nel sisma 2009 non possono contare su alcun ristoro», hanno scritto, «pertanto chi ha uno studio o un esercizio commerciale non risultato inagibile dovrà farsi totale carico dello spostamento e dei conseguenti disagi, senza poter contare su alcun indennizzo. A questa situazione di evidente disparità va posto urgente rimedio», aggiungono, «e sollecitiamo l’amministrazione e il sindaco a sottoporre la questione all’attenzione di chi di dovere, per includere nella platea degli indennizzati, anche chi vi è attualmente escluso, e a sollecitare la Struttura commissariale a una unificazione delle normative relative ai due crateri sismici, perché non è accettabile che a scontare lungaggini, incongruenze e normative siano ancora una volta cittadini, professionisti e imprese».
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