Post-sisma, Cozzi attacca: tutto fermo per le scuole

TERAMO. «Basta con le solite chiacchiere e passerelle, i teramani aspettano dal 2018 che il sindaco e tutta la giunta provvedano all’adeguamento sismico delle scuole. Siamo stufi di promesse non...
TERAMO. «Basta con le solite chiacchiere e passerelle, i teramani aspettano dal 2018 che il sindaco e tutta la giunta provvedano all’adeguamento sismico delle scuole. Siamo stufi di promesse non mantenute, ma continuamente posticipate»: così il consigliere comunale di Forza Italia Mario Cozzi torna sul post sisma in città, bacchettando l'amministrazione sullo stallo della ricostruzione pubblica a sette anni dagli eventi calamitosi che hanno reso inagibili molti edifici, a partire dalle scuole. «I fondi per le scuole San Giuseppe e Savini erano stati già predisposti dall’amministrazione Brucchi e il sindaco Gianguido D’Alberto, nonostante questa disponibilità, non è riuscito a far partire neppure un cantiere. Stesso discorso vale per il Braga», dice Cozzi, «il sindaco afferma, dopo l’incontro con il commissario Guido Castelli, che ora sono chiare le problematiche di carattere generale, procedurali e normative su cui intervenire. Cinque anni sono un po’ troppi per rimanere ancora nella fase dell’individuazione delle problematiche, ma più che sufficienti per agire». Dal forzista piovono critiche anche sulla scuola “jolly”, cioè la palestra della Molinari, dove ospitare gli studenti durante i lavori: «È un edificio nato e concepito come luogo sportivo e non come scuola. Sono assolutamente contrario poiché il Comune di Teramo ha un forte bisogno di strutture come la Molinari, al fine di sopperire alle continue richieste da parte delle associazioni sportive e andrebbe, inoltre, a penalizzare l’utilizzo della struttura delle ore di educazione fisica dell’istituto comprensivo Savini – San Giuseppe – San Giorgio. Se si fosse intervenuti prima, ora la Savini e la San Giuseppe sarebbero già pronte per accogliere gli studenti, attualmente convogliati alla Molinari, che potrebbe diventare essa stessa la struttura “jolly”. Questo avrebbe, inoltre, consentito al tessuto economico del centro storico di poter godere di tutti i benefici legati all’indotto della scuola», conclude Cozzi.
Veronica Marcattili

