Post-sisma, fondi alle scuole: 3,5 milioni per evitare chiusure

31 Agosto 2023

Il commissario Castelli annuncia lo stanziamento del Governo destinato alla formazione delle classi: «Accolto il mio emendamento in deroga al numero mimino di alunni, combattiamo lo spopolamento»

TERAMO . Dal Governo arrivano 3,5 milioni di euro per le scuole del cratere sismico del Centro Italia. Ad annunciare lo stanziamento è il commissario per la ricostruzione Guido Castelli che ha firmato l’emendamento grazie al quale il ministero dell’Istruzione ha ripartito tra le regioni dell’area terremotata le risorse per la formazione delle “classi in deroga”, quelle che non raggiungono il numero minimo di iscritti fissato dalle norme. All’Abruzzo, per l’anno scolastico ormai alle porte, saranno assegnati dunque 528 mila euro, al Lazio 365mila euro, alle Marche due milioni e all’Umbria 609mila euro.
«Il ministero ha disposto, tramite decreto, la ripartizione tra le quattro regioni del sisma 2016 delle somme disposte nell’articolo 18 Decreto ricostruzione», sottolinea il commissario, «dopo un lungo confronto in occasione dell’approvazione del provvedimento, infatti, è stato accolto l’emendamento da me proposto che modificava la legge finalizzata alla formazione delle classi in deroga fino all’anno scolastico 2028/29 così da garantire la continuità didattica». Castelli tiene a evidenziare che si tratta di «un elemento strategico per la riparazione del cratere: la ripartizione dà attuazione a questa previsione e consente agli istituti scolastici regionali, che ora possono contare sulle risorse già previste, di formare gli organici scolastici e di garantire le classi secondo quando previsto e predisposto dalla norma».
Il commissario esprime quindi soddisfazione «per questo atto di estrema importanza, sarà mia cura interagire con gli Uffici scolastici regionali affinché avvenga la piena attuazione di quanto previsto». Castelli coglie l’occasione per ribadire piena attenzione al sistema scuola e in particolare a studenti, famiglie e docenti, «È priorità all’interno della quale la sicurezza rappresenta la premessa fondante, sottolineata dal fatto che quest’anno è stata sbloccata anche la procedura per 228 interventi di ricostruzione, per 899 milioni di euro, di edifici scolastici, compresi nel più ampio Piano straordinario di ricostruzione degli istituti nelle quattro regioni del sisma», conclude, «per restituire un futuro di crescita e sviluppo all’Appennino centrale il contrasto allo spopolamento è decisivo e, in tal senso, fornire servizi come quello scolastico rappresenta un incentivo a restare in territori che dopo decenni di parziale marginalizzazione sono tornati al centro dell’agenda del Governo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA