Post-sisma, nuove regole per edifici storici

La Cabina di coordinamento proroga le scadenze e aumenta i contributi per i lavori di riparazione
TERAMO . Più tempo e soldi per la riparazione degli edifici di interesse culturale e paesaggistico lesionati dal sisma del Centro Italia. Lo prevede una delle ordinanze approvate ieri dalla cabina di coordinamento istituzionale per la gestione dell’emergenza riunita dal commissario per la ricostruzione Guido Castelli. Il provvedimento si riferisce a immobili costruiti dopo il 1945 e sottoposti a tutela per quali è stata prorogata al 31 dicembre 2024 la scadenza relativa agli interventi di recupero. Con la stessa ordinanza, inoltre, sono stati incrementati del dieci per cento i contributi destinati ai lavori di ripristino degli edifici in questione nell’area del cratere. «Si tratta di un intervento che rientra nell’ampia attività di semplificazione volta ad accelerare ulteriormente la ricostruzione», spiega Castelli, «abbiamo voluto estendere alcune misure già previste per gli edifici storici, anche per la ricostruzione degli immobili di valore culturale e paesaggistico costruiti dopo il 1945. Si tratta di un patrimonio di cui l’Appennino centrale è ricco, che racconta la storia e l'identità delle nostre comunità: un'eredità preziosa che dobbiamo proteggere e tramandare, mettendola in sicurezza in questa fase di transizione verso la ricostituzione del tessuto immobiliare e umano dei nostri territori».
Sempre in tema post-sisma il deputato del Pd Luciano D’Alfonso esprime «grande soddisfazione» l’approvazione alla Camera dell’ordine del giorno, di cui è primo firmatario, con il quale «si impegna il Governo ad adottare iniziative normative che consentano la progressiva stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato di ingegneri, architetti, geometri o amministrativi assunti per affrontare l’emergenza». Il documento, rileva il parlamentare, «riguarda risorse professionali, competenze, bravure, per realizzare la ricostruzione nei territori colpiti da terremoti, disastri e catastrofi. Bravure di persone che non hanno realizzato la riaccensione di lampade votive, ma hanno consentito il ripristino della vita e il ritorno della prossimità delle città». Il testo, dunque, consentirà di stilare graduatorie per le stabilizzazioni. (g.d.m.)

