Potabilizzatore, cessato allarme: il flusso d’acqua torna regolare

Risolto il problema del fango che ha ridotto di un terzo la capacità di depurazione dell’impianto I serbatoi sul territorio hanno ripreso a riempirsi a pieno ritmo, ma qualche disagio può perdurare
TERAMO . Cessato allarme per il fango nel potabilizzatore di Montorio. Dopo l’allarme scattato nella notte tra venerdì e sabato per l’eccessivo intorbidamento dell’acqua nell’invaso di raccolta, che ha rallentato la depurazione e ridotto di un terzo l’immissione nelle condotte che riforniscono mezza provincia di Teramo, la situazione durante la giornata di ieri è tornata progressivamente alla normalità. I serbatoi hanno ripreso a riempirsi ai ritmi consueti grazie al fatto che l’impianto di Colle di Croce gestito dalla Ruzzo Reti è tornato a operare a pieno regime. Per addetti e dirigenti della società acquedottistica è stato un fine settimana di grande lavoro allo scopo di risolvere l’emergenza nel più breve tempo possibile e riducendo al minimo i disservizi a carico dei cittadini. «Un ringraziamento particolare va al direttore generale Pierangelo Stirpe, alla responsabile dell’impianto di potabilizzazione Annalisa Amadio e a tutti i tecnici e gli operatori dell’acquedotto, potabilizzatore e magazzino», sottolinea la presidente Alessia Cognitti, «che hanno lavorato per due giorni consecutivi, giorno e notte, per ripristinare il servizio ed evitare disagi alla popolazione».
Anche ieri, comunque, sono proseguite le manovre necessarie a riequilibrare le forniture di acqua che risultavano già pienamente ristabilite in gran parte del territorio. L’allarme ha riguardato, in particolare, la Val Vibrata e i comuni della fascia costiera tra Martinsicuro e Pineto, ma la Ruzzo Reti aveva prospettato problemi di approvvigionamento anche in una pare dell’area interna – tra Colledara, Montorio, Cellino Attanasio e Mosciano – compresi alcuni quartieri di Teramo. La società acquedottistica nel pomeriggio di ieri ha tenuto a ribadire che anche a causa dei consumi molto elevati e dell’aumento esponenziale della popolazione servita per la presenza dei turisti, erano ancora possibili, soprattutto nelle zone terminali della rete o in abitazioni poste ai piani alti e prive di autoclave, abbassamenti di pressione e di conseguenza un'erogazione non costante dell’acqua. A quanto pare, però, i problemi segnalati dai cittadini nei diversi territori interessati non sono stati maggiori rispetto a quelli ormai consueti dei periodi estivi. Restano da accertare le cause dell’anomala immissione di fango che ha rischiato di mandare in tilt il potabilizzatore, lasciando a secco circa 25 comuni. La Ruzzo Reti già sabato ha presentato una denuncia ai carabinieri per fare chiarezza sull’episodio. Saranno dunque gli accertamenti da parte dei militari dell’Arma ad acclarare se il problema sia dipeso da un fenomeno naturale o da una qualche attività scorretta o illegale di sversamento.
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