Potabilizzatore, le accuse dei carabinieri

15 Novembre 2022

Nuova udienza del processo a carico di due dipendenti della Ruzzo Reti, sentito il capo del Noe

TERAMO. Nella nuova udienza del processo per il potabilizzatore di Montorio in aula parlano i carabinieri che hanno eseguito le indagini a cominciare dal tenente colonnello Antonio Spoletini (a capo del Nucleo operativo ecologico) che all’epoca seguì direttamente gli accertamenti.
A processo (dopo la citazione diretta dei pm Stefano Giovagnoni e Greta Aloisi) ci sono i due dirigenti della Ruzzo Reti Silvia Di Croce e Maurizio Faragalli. La prima nella sua veste, all’epoca dei fatti di dirigente dell’area acquedotto e potabilizzatore, e il secondo quale responsabile dell’impianto di potabilizzazione di Montorio gestito dalla Ruzzo Reti.
Entrambi sono accusati di reati ambientali previsti dal decreto legislativo 152 del 2006 che stabilisce le norme in materia di tutela ambientale. Secondo l’accusa, così è scritto nel decreto di citazione a giudizio, «effettuavano in assenza della prescritta autorizzazione lo scarico di acque reflue industriali: segnatamente lo scarico dei reflui provenienti dal ciclo di potabilizzazione delle acque da destinare al consumo umano delle acque di lavaggio dei filtri del potabilizzatore all’interno dell’adiacente fosso San Lorenzo, affluente del fiume Vomano». Ai due viene contestato anche, si legge sempre nel decreto, «lo scarico dei reflui non depurati, comunque derivanti dall’attività di potabilizzazione, all’interno del fosso di San Lorenzo».
Il processo si svolge davanti al got (giudice onorario di tribunale) Enrico Pompei. La pubblica accusa è rappresentata dal vpo (vice procuratore onorario) Donatella Capuani.
Nell’udienza di ieri era in programma l’audizione di nove testi della pubblica accusa, ma c’è stato solo l’esame, da parte del vpo, del comandante Spoletini che è durato oltre due ore. Il controesame dei difensori dell’imputato è stato fissato a dicembre, mentre per il 27 febbraio è stata fissata una nuova udienza per l’audizione degli altri testi.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Claudio Iaconi e Paolo Caccialanza (per Di Croce) e dagli avvocati Salvatore Napolitano e Luigi Fimiani (per Faragalli).
L’inchiesta risale al 2019 e scattò dopo un esposto presentato dall’allora deputato del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini sul funzionamento del potabilizzatore di Montorio. Numerosi, in quell’occasione, i controlli fatti sul posto dai carabinieri del Noe e dai tecnici dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale.(d.p.)
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