Potabilizzatore Ruzzo, a luglio la sentenza

20 Giugno 2023

Ultimi testi della difesa dei due imputati: in aula sentito l’ex presidente della società Forlini

TERAMO. Si avvia a conclusione il processo in corso per il potabilizzatore di Montorio: ieri in aula sono stati sentiti, come testi citati dalla difesa, l’ex presidente del Cda della Ruzzo Reti Antonio Forlini e il consulente tecnico della difesa Giuseppe Mininni.
Prossima udienza davanti al giudice monocratico di tribunale Enrico Pompei fissata per il 3 luglio con l’audizione degli ultimi due testi (sempre della difesa) e la discussione. A processo (dopo la citazione diretta dei pm Stefano Giovagnoni e Greta Aloisi) ci sono i due dirigenti della Ruzzo Reti Silvia Di Croce e Maurizio Faragalli. La prima nella sua veste, all’epoca dei fatti di dirigente dell’area acquedotto e potabilizzatore, e il secondo quale responsabile dell’impianto di potabilizzazione di Montorio gestito dalla Ruzzo Reti. Entrambi sono accusati di reati ambientali previsti dal decreto legislativo 152 del 2006 che stabilisce le norme in materia di tutela ambientale. Secondo l’accusa, così è scritto nel decreto di citazione a giudizio, «effettuavano in assenza della prescritta autorizzazione lo scarico di acque reflue industriali: segnatamente lo scarico dei reflui provenienti dal ciclo di potabilizzazione delle acque da destinare al consumo umano delle acque di lavaggio dei filtri del potabilizzatore all’interno dell’adiacente fosso San Lorenzo, affluente del fiume Vomano». Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Claudio Iaconi e Paolo Caccialanza (per Di Croce) e dagli avvocati Salvatore Napolitano e Luigi Fimiani (per Faragalli). L’inchiesta risale al 2019 e scattò dopo un esposto presentato dall’allora deputato del M5s Fabio Berardini . (d.p.)