Prati di Tivo, anche la Siget interessata ad acquisire le quote

14 Ottobre 2020

La proposta della società teramana che ha gestito gli impianti si aggiunge a quella del gruppo romano I soci della Gran Sasso s’impegnano tutti a valutare la cessione, spunta anche l’ipotesi del concordato

TERAMO. I soci della Gran Sasso Teramano prendono tempo per valutare la cessione delle quote al gruppo imprenditoriale rappresentato da uno studio legale romano, ma spunta anche la manifestazione di interesse della Siget. Sulla partita Prati di Tivo rientra dunque in gioco la società di imprenditori locali che ha già gestito a lungo gli impianti della stazione sciistica. È sua la manifestazione di interesse pervenuta in questi giorni per l’acquisto delle quote societarie della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata proprietaria degli impianti dei Prati e di Prato Selva oggi in liquidazione: proposta che è stata illustrata ieri sera durante l’assemblea che si è svolta in Provincia.
Quella della Siget è una manifestazione con riserva di predisporre un’offerta vincolante, che si aggiunge a quella (vincolante) pervenuta già da alcune settimane tramite uno studio legale romano da un gruppo imprenditoriale del settore, per la quale i soci si sono impegnati alla valutazione nei propri organi amministrativi e politici. Se nella seduta precedente solo la Provincia aveva mostrato l’intenzione di cedere la sua quota di maggioranza del 51% e si era rimessa al parere dell’avvocatura, ieri sera tutti gli altri soci si sono impegnati a valutare la cessione. Varie soluzioni sono state prospettate nell’incontro per salvare il comprensorio: la precedenza va alla valutazione delle manifestazioni di interesse, a ruota c’è l’emanazione di un eventuale quinto bando per la vendita degli impianti e non si esclude il ricorso, ove necessario, a una procedura concorsuale per la società che ha oltre un milione e 300mila euro di debiti, votata con parere positivo dalla Provincia, dall’Asbuc di Intermesoli e dal Comune di Pietracamela con l’astensione del Comune di Fano Adriano e dell’Asbuc di Pietracamela.
«Purtroppo siamo ancora in empasse e speriamo che i prossimi passaggi siano più celeri», ha detto Gabriele Di Natale, liquidatore della Gst, «ora ogni socio dovrà esprimersi attraverso il proprio esecutivo sulla cessione delle quote, perciò come assemblea abbiamo deciso di fermarci con il quinto bando fino a che non arrivano i pareri». Valutazione di cessione che verrà portata anche in consiglio provinciale dopo il nulla osta dell’avvocatura all’operazione. «Noi abbiamo rappresentato la possibilità di procedere a una valutazione che dovrà essere coordinata dai pareri tecnici e dalla volontà politica di tutto il consiglio», ha aggiunto Alessandro Recchiuti, vice presidente della Provincia, «al di là delle dinamiche societarie non possiamo permetterci che un territorio venga mortificato. Il comprensorio del Gran Sasso non può morire e per questo ci deve essere piena responsabilità di tutti i soci».
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