Prati di Tivo, impianti ancora a rischio

La Gran Sasso spa non paga i canoni dei terreni e l’amministrazione degli usi civici annuncia lo scioglimento del contratto
TERAMO. Nubi molto scure si addensano sugli impianti di Prati di Tivo, mettendo in forse la stagione estiva. Da una parte c’è l’Asbuc di Pietracamela, l’amministrazione separata dei beni di uso civico, che reclama il pagamento del canone per l’uso dei terreni; dall’altra c’è la Gran Sasso teramano spa, società pubblica in liquidazione, proprietaria degli impianti, che è totalmente in bolletta e non può pagare nulla. Il rischio è che gli impianti si fermino perché, come ha dichiarato il presidente Paride Tudisco, annunciando l’avvio dell’azione legale, l’Asbuc ha intenzione «di risolvere il contratto per inadempimento alla Gran Sasso Teramano a causa del reiterato mancato pagamento dei canoni dei terreni di Prati di Tivo su cui insistono le attività scioviarie di proprietà di quest’ultima». Lo scorso febbraio c’era stato un tentativo di mediazione alla Camera di commercio per arrivare a una soluzione bonaria della controversia. Ma proprio l’esito della procedura di conciliazione non sarebbe stato gradito dall'amministrazione separata. Tudisco parla non solo del mancato pagamento, ma soprattutto della «totale mancanza di volontà dimostrata dalla società concessionaria attraverso il suo liquidatore Gabriele Di Natale di non essere disponibile a terminare nessun accordo per la liquidazione dell’ingente debito, dopo diverse richieste di pagamento notificate negli anni e dopo la sottoscrizione nel 2014 di un primo accordo nel quale si impegnava a sanare i canoni pregressi, peraltro mai onorati, e alla definizione di quelli futuri. L’assenza di riscontri e la mancanza delle risorse finanziarie non ci ha permesso di svolgere i lavori di manutenzione sul territorio e le opere pubbliche come programmato».
La situazione della società non è rosea: i debiti totali ammontano a 1milione 200mila euro. «L'Asbuc, socio della Gts (cioè la Gran Sasso Teramano spa, ndr), è a conoscenza da anni della situazione economica della stessa», ribatte il liquidatore della società Di Natale, «e ha approvato il piano di liquidazione dal quale emerge che si potrà fare fronte ai debiti con l’alienazione del patrimonio. La liquidazione di una società è un procedimento disciplinato da leggi, prevede procedure stringenti e il liquidatore non può agire secondo il proprio arbitrio. La convenzione a suo tempo stipulata con l’Asbuc per un canone annuo di 35mila euro è molto onerosa e ha rappresentato sempre un problema nell’affidamento, sia pure temporaneo, della gestione degli impianti. La prossima assemblea del 27 luglio per l'approvazione del bilancio sarà un'ottima occasione per discutere le ragioni dell’Asbuc alla presenza di tutti i soci, che potranno proporre e approvare nuovi e diversi programmi cui, doverosamente, mi atterrei». La risoluzione della convenzione che permette alla Gts di utilizzare i terreni dove ci sono le piste e quindi anche la cabinovia costituisce una minaccia per l’intero indotto legato al turismo. «Ci vogliono far chiudere» è la protesta sui social di alcuni operatori di Prati di Tivo, mentre il sindaco Michele Petraccia commenta: «Non entro in merito della decisione dell’Asbuc per correttezza, ma auguro al più presto una soluzione positiva perché si potrebbero avere conseguenze disastrose».
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