Prati di Tivo, ratificato il patto per riaprire

L’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano dà l’ok e chiede al liquidatore di ritirare le dimissioni
TERAMO. L’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano (Gst) che si è svolta ieri in Provincia ha ratificato l’accordo sottoscritto tra la stessa società e l’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Pietracamela, che prevede la concessione in via temporanea delle terre gravate di uso civico sulle quali insistono gli impianti di risalita e la cabinovia per il periodo di un anno e un corrispettivo di 35mila euro. L’accordo era stato sottoscritto il 9 novembre scorso e consente la riapertura degli impianti di Prati di Tivo dopo aver svolto le operazioni propedeutiche alla loro riattivazione. La concessione ha una durata di sei mesi, il tempo della proroga della gestione data alla società Finori srl a causa del Covid, ma è prorogabile di altri sei mesi se l’assemblea dei soci della Gst deciderà di allungare la gestione a Finori fino a un anno. Per questo la Gst al momento ha versato all'Asbuc il corrispettivo di sei mesi, 17.500 euro.
Con il voto contrario dell’Asbuc di Pietracamela, la contrarietà espressa in una nota dal sindaco di Fano Adriano e l’astensione della Regione Abruzzo, l’assemblea ha poi votato per chiedere il ritiro delle dimissioni al liquidatore Gabriele Di Natale, che non era presente. Dimissioni rassegnate lo scorso 7 ottobre dopo che nella sede della Gst, quando tutto era pronto per la vendita degli impianti alla Finori srl, era pervenuto il ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune di Fano Adriano, che aveva bloccato l'operazione.
Adele Di Feliciantonio
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