Prati di Tivo, ripartenza difficile Si spera nel pienone a Ferragosto

Dopo la riapertura della cabinovia a fine giugno c’è stato un luglio movimentato solo nei weekend Gli operatori: «Paghiamo le strutture ricettive chiuse e l’impossibilità di programmare la stagione»
PIETRACAMELA. Turismo estivo a Prati di Tivo: è stato un luglio movimentato con prevalenza di presenze giornaliere viste le poche strutture alberghiere aperte e la mancanza di programmazione, ma con numeri inferiori rispetto all’anno scorso. Sulla cabinovia si registra un -30% di passaggi rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni. Anche la montagna dunque risente del calo turistico generale del Teramano, la speranza degli operatori ora è tutta sul Ferragosto che fa presagire il tutto esaurito.
Dopo l’invernata, l’ennesima, con gli impianti chiusi, la riapertura della cabinovia a fine giugno aveva riportato grandi speranze per una ripresa che si è verificata solo a giornate. Il torrido luglio scorso ha portato movimento nella stazione, nota ultimamente più per le vicende giudiziarie legate agli impianti di risalita che per le indubbie bellezze paesaggistiche, ma le presenze si sono concentrate maggiormente nei fine settimana, a esclusione del primo weekend d’agosto quando il maltempo ha fatto da guastafeste. Quanto alla cabinovia, «ancora non ha raggiunto la media stagionale dei passaggi complice il tempo incerto degli ultimi giorni di luglio e dei primi di agosto, registrando finora l’anno peggiore dei cinque da quando sono ai Prati», spiega il gestore e custode giudiziale Marco Finori, sebbene l’impianto rimanga il traino per attrarre turisti e appassionati di montagna. Presenze, però, perlopiù giornaliere o di due/tre giorni, dovute alla scarsità di strutture ricettive aperte, uno dei grandi problemi che affliggono la stazione. «Già l’anno scorso non era andato benissimo», aggiunge Finori, «la mancanza di alberghi è una delle cause principali. L’andamento della stagione estiva però si può misurare realmente solo ad agosto, speriamo che il tempo sia bello e che le persone vengano».
Il turismo giornaliero è protagonista anche secondo gli operatori dei Prati. «Qui abbiamo un turismo di passaggio concentrato nei fine settimana o con pernotto di qualche giorno, ben diverso dal passato quando le prenotazioni erano minimo di una settimana», dice Tonino Parogna del bar-ristorante-hotel Gran Baita, «a Ferragosto la gente c’è sempre stata e abbiamo tante prenotazioni, ma non possiamo tirare avanti con mezza stagione estiva e stare con gli impianti chiusi in inverno». Una stagione che definisce «particolare» Maura Bonaduce del b&b Villa Olimpia: «Attualmente ho il tutto esaurito, solitamente con soggiorni di due-tre giorni, ma c’è chi si è fermato anche per dieci. Finora abbiamo lavorato di più nei fine settimana, ma le richieste sono state inferiori rispetto all’anno scorso. Per il periodo di Ferragosto ci sono prenotazioni e anche per fine agosto e settembre, una novità». Valeria Contasti della Cantina dell’orso sottolinea come «la stagione per quanto riguarda le presenze giornaliere sta andando bene, manca il turismo stanziale per i problemi di ricettività, ma per Ferragosto ci sarà il tutto esaurito. È necessario fare rete per programmare la stagione». L’incertezza dovuta all’incognita della riapertura degli impianti, quindi la mancanza di programmazione, viene lamentata da tutti gli operatori, che mettono in luce come già da ora i turisti chiedano, senza avere risposta, se ci sarà la riapertura invernale. «A luglio abbiamo lavorato abbastanza bene soprattutto nei fine settimana e più di questo non si poteva pretendere vista l’incertezza, ogni anno, sulla riattivazione della cabinovia», dice Antonio Riccioni del Bar Prati di Tivo e La Bottega del Parco, «siamo fiduciosi per agosto, ma stiamo pagando, ancora una volta, l’incertezza. Le famiglie e i gruppi organizzati come quelli degli alpinisti ed escursionisti programmano le vacanze prima dell’estate e se non riusciamo a dare risposte e servizi verranno sempre di meno».
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