Prati di Tivo, torna l’elettricità ma la riapertura resta incerta

Anche se il gestore Finori ha effettuato la manutenzione degli impianti e mancano solo i collaudi non è possibile far partire la stagione se non si aggiorna il piano degli interventi anti-valanga
PIETRACAMELA. È stato risolto il problema dell’energia elettrica degli impianti di Prati di Tivo. Da qualche giorno l’utenza, che era stata staccata per il mancato pagamento di 38mila euro accumulati durante i quindici mesi della chiusura dovuta alla mancata concessione dei terreni, è stata riallacciata grazie alla stipula di un nuovo contratto con un nuovo fornitore da parte del gestore Marco Finori. Finori ha proceduto allo svolgimento delle manutenzioni degli impianti, nonostante le basse temperature e la neve, e per riattivarli mancano i collaudi. Ma sull’eventuale riapertura tutto tace e nessuno si sbilancia.
Dopo la ricollocazione lo scorso 13 gennaio di nove obelix, gli esploditori anti - valanga, è necessario aggiornare il Pidav – il Piano di intervento per il distacco artificiale antivalanga – sia al nuovo numero delle campane posizionate, visto che il primo Pidav fu fatto su dodici campane di cui tre furono danneggiate dalla slavina del marzo 2020, sia alle disposizioni contenute nella Carta di localizzazione dei pericoli da valanga che è stata approvata lo scorso 13 settembre dalla Regione Abruzzo. Regna, quindi, ancora l’incertezza. Inspiegabile, invece, l’importo della bolletta inviata dal vecchio fornitore alla Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico - privata in liquidazione proprietaria degli impianti, per i mesi di luglio e agosto scorsi: ammonta a 60mila euro nonostante gli impianti fossero fermi. Un importo che è in fase di accertamento da parte della Gst e che potrà portare a una contestazione.
Intanto buone notizie arrivano dalla Regione Abruzzo. Sono stati messi a disposizione del comprensorio del Gran Sasso circa due milioni e mezzo dei fondi Cis – Contratto istituzionale di sviluppo del Cratere Centro Italia – per un progetto presentato dalla Provincia di Teramo che ha come obiettivi la messa in sicurezza del bacino sciistico, l’acquisto di nuovi cannoni sparaneve, la riqualificazione della sentieristica con riconversione energetica. Questi fondi dovranno essere deliberati attraverso un’ordinanza del commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini.
Tutto fermo, infine, sul fronte della vendita degli impianti. Dopo l’aggiudicazione definitiva dell'intero lotto dei Prati e di Prato Selva alla Finori srl, che non è stata formalizzata dal notaio per il ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Comune di Fano avverso la Gst e la successiva sospensiva della sentenza del Tar favorevole alla Gst, si attende la proposta dei Comuni di Pietracamela e Fano Adriano, che si sono candidati come possibili acquirenti delle due stazioni sciistiche e hanno chiesto un sostegno economico alla Regione. Da allora non ci sono più state novità, mentre la liquidazione della Gran Sasso Teramano prosegue la sua strada.
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