Prati, Finori riconsegna cabinovia e magazzino

17 Marzo 2023

PIETRACAMELA. Il gestore scaduto degli impianti di Prati di Tivo Marco Finori riconsegnerà lunedì prossimo e dopo vari solleciti dalla Gran Sasso Teramano (Gst) la cabinovia della Madonnina e il...

PIETRACAMELA. Il gestore scaduto degli impianti di Prati di Tivo Marco Finori riconsegnerà lunedì prossimo e dopo vari solleciti dalla Gran Sasso Teramano (Gst) la cabinovia della Madonnina e il magazzino a valle. A comunicarlo alla società pubblico–privata in liquidazione, proprietaria delle attrezzature, è stato lui stesso. Per il tramite dei propri legali Finori ha inviato una comunicazione a mezzo pec al legale della Gst Divinangelo D’Alesio.
La cabinovia che è di proprietà della Provincia, ma in concessione alla Gst, è l’ultimo impianto del lotto affidato all’ex gestore che mancava all’appello. Lo scorso 30 novembre erano state riconsegnate la quadriposto e il Pilone e pochi giorni dopo gli impianti non funzionanti di Prato Selva. È iniziato in quel momento il il tira e molla con la Gst sulla cabinovia con contenziosi giudiziari innescati da Finori contro la società, tra cui il ricorso per il sequestro di tutti i beni, per l’annullamento del bando di vendita degli impianti e la richiesta di risarcimento dei danni patrimoniale ed extrapatrimoniale. La riconsegna della cabinovia, quindi dell’intero lotto, riaprirebbe uno spiraglio di luce nella questione perché potrebbe dare avvio alla liquidazione della società e, nel frattempo, permetterebbe di riavviare l’impianto per la prossima estate come richiesto da più parti. Tutto in attesa del tribunale, che deve pronunciarsi sui procedimenti aperti. «La riconsegna della cabinovia sarà un risultato importante», evidenzia il liquidatore Gst Gabriele Di Natale, «altrimenti saremmo dovuti ricorrere in sede giudiziale con altre spese da sostenere per la società e l’allungamento dei tempi per la liquidazione. Abbiamo chiesto anche l’annullamento della trascrizione della domanda giudiziale avanzata da Finori che costituisce un vincolo, essendo la causa in corso, alla vendita del lotto e chiesto a Finori stesso, con la riconvenzionale, un risarcimento di un milione e 520mila euro, l’importo della vendita che non siamo riusciti a operare al secondo offerente».
Ieri pomeriggio il presidente della Provincia Camillo D’Angelo ha convocato una riunione con i soci della Gst, ma senza Di Natale: i motivi della sua assenza non sono stati resi noti. Nella riunione D’Angelo ha presentato l’ambizioso obiettivo di «riavviare le procedure per cedere gli impianti di risalita a un nuovo gestore e arrivare alla riapertura entro la stagione estiva». Un traguardo «non facile viste le criticità che hanno condizionato l’operatività della stazione legate soprattutto ai contenziosi in essere», evidenzia il presidente, «ma è da questa situazione che vogliamo e dobbiamo ripartire, lavorando non contro qualcuno, ma solo per il bene del territorio e degli operatori. La riunione è stata un importante passo avanti, ora dobbiamo accelerare l’iter burocratico perché il tempo è un fattore importante in un percorso come quello che abbiamo elaborato». (a.d.f.)
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