Prati, il gestore chiede aiuto al prefetto

L’aggiudicatario degli impianti Finori si unisce al sindaco di Pietracamela nella richiesta di commissariare gli Usi civici
PIETRACAMELA. Dopo il sindaco di Pietracamela, a chiedere il commissariamento dell’Asbuc (Amministrazione separata degli usi civici) è adesso anche Marco Finori, aggiudicatario degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva. Finori attraverso il suo legale, l'avvocato Gianni Falconi, ha infatti scritto al prefetto per reiterare la richiesta del sindaco Michele Petraccia di nomina di un commissario straordinario per l'Asbuc, perché attualmente la società non avrebbe di fronte un soggetto legittimato con cui confrontarsi per trattare il canone di concessione del terreno su cui insistono gli impianti.
Questo, come denunciato a luglio da Petraccia, per via della procedura, considerata illegittima, con cui la presidenza dell'Asbuc avrebbe sostituito con atti individuali di surroga i tre componenti dimissionari Massimo Di Giacomo, Stefano Pierangeli e Marino Petraccia. Una situazione causerebbe un danno sia alla società, di fatto impossibilitata a operare nonostante i costi e gli impegni sostenuti, sia la per l'intera collettività. Nella lettera, inviata anche alla Provincia, alla Regione e al Comune di Pietracamela per gli adempimenti di competenza, viene richiamata la nota inoltrata a luglio dallo stesso sindaco di Pietracamela e si chiede alle varie istituzioni quale sia «lo stato dell'istruttoria della illegittimità denunciatavi dal sindaco del Comune di Pietracamela delle 3 surroghe disposte individualmente dal presidente dell'Asbuc, invece che dall'organo collegiale, riaffermandone la rilevanza perché determinanti l'impossibilità di funzionamento dell'ente». Da qui la richiesta di nomina di un commissario straordinario. «La richiesta di nomina di un commissario straordinario, inoltratavi dal sindaco del Comune di Pietracamela, del tutto legittima», si legge infatti ancora nella lettera, «viene reiterata a tutela della Marco Finori srl che non trova, allo stato suo malgrado, nell'Asbuc di Pietracamela, soggetto legittimato (perché illegittimamente ricostituito), con cui interloquire per trattare il canone di concessione sui terreni su cui gravano gli impianti».
Intanto la cabinovia resta chiusa, con danni anche per il turismo montano. La chiusura dell'impianto, infatti, secondo gli operatori turistici dei Prati, avrebbe fatto registrare quest'anno un 30 per cento in meno di presenze. Una ferita che resta dunque aperta quella dei Prati e che nonostante l'aggiudicazione degli impianti non riesce ad essere sanata.
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