Prati, scoperto un altro sabotaggio alla cabinovia

È accaduto il 5 agosto, la Procura dispone accertamenti I fili tranciati sono stati inviati ai laboratori del Ris di Roma
PIETRACAMELA. L’inchiesta già aperta dalla Procura teramana sull’episodio avvenuto a febbraio si arricchisce di un nuovo, e inquietante, caso. Perché il 5 agosto scorso, in piena stagione estiva, qualcuno ha ancora una volta tagliato uno dei cavi elettrici del sistema di sicurezza della cabinovia di Prati di Tivo e su questa ulteriore circostanza il pm Stefano Giovagnoni ha disposto approfonditi accertamenti. Il primo è stato quello di inviare il cavo tagliato nei laboratori scientifici romani del Ris, i carabinieri del raggruppamento investigazioni scientifico, per fare un confronto con quelli dell’altra volta e accertare eventuali similitudini che possano ricondurre alla stessa mano. Anche il 5 agosto chi ha agito lo ha fatto di notte, tagliando uno dei cavi elettrici del sistema di sicurezza sito nelle pertinenze della stazione intermedia della cabinovia. Nei mesi scorsi, sul tavolo del pm, una prima relazione dei Ris sull’episodio di febbraio ha acclarato che in quell’occasione i cavi elettrici del sistema della cabinovia dei Prati di Tivo «sono stati tagliati di netto con cesoie o tenaglie». Dopo quella denuncia la Procura ha aperto un’inchiesta per danneggiamento aggravato ventilando in quell’occasione anche l’ipotesi più grave di tentata strage. Ipotesi, quest’ultima, scartata nelle successive indagini.
Secondo il contenuto della denuncia fatta a febbraio i cavi elettrici del sistema di sicurezza sarebbero stati tagliati in otto punti su un pilone in prossimità della stazione di monte. Dopo la scoperta l’intervento immediato dei tecnici degli impianti, con le successive operazioni di sistemazione e messa in sicurezza, che aveva evitato il peggio. Così come si è ripetuto ad agosto.
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