Pratica bloccata, azienda se ne va da Roseto

Da anni attende di poter costruire un capannone, ora la Lisitea Engineering trasloca a Notaresco
ROSETO. A Roseto c’è un’area industriale che attende da 17 anni le autorizzazioni per svilupparsi, ora la proprietà si dice costretta a dislocare le proprie attività a Notaresco. Lo dice un imprenditore che ha acquistato nel 2016 un terreno industriale di 28 ettari confinante con l'autoporto e che nel 2017 ha presentato un progetto per un insediamento. A oggi sarebbe però ancora tutto bloccato perché il Comune di Roseto non ha ancora fatto un piano attuativo di iniziativa pubblica che si attende dal 2004, quando il terreno fu trasformato da agricolo a industriale.
È la storia di Alberto Rapagnà, titolare della ditta Lisitea Engineering, che avrebbe voluto realizzare un capannone per la sua azienda e spostare lì i 22 operai che attualmente lavorano nella zona industriale di Voltarrosto, ma che è stato costretto a comprare all'asta un altro capannone nella zona industriale di Notaresco. Ha fatto anche un ricorso al Tar il 16 ottobre 2017, ma il tribunale amministrativo ancora deve pronunciarsi.
«Io non ho parole», dice Rapagnà, «non riesco a capire perché il Comune non può sbloccare la situazione. L’8 febbraio scorso ho inviato anche una Pec all’assessore all’urbanistica Orazio Vannucci, nella quale ho ripercorso tutta la storia dal 2016, visto che lui è assessore da appena due anni. L’ente avrebbe dovuto realizzare il piano attuativo di iniziativa pubblica da anni. Si fanno diverse varianti urbanistiche di destinazione d’uso, mentre la mia pratica è bloccata. Per questo chiedo al Comune di rinunciare alla formazione del piano attuativo di iniziativa pubblica per rendere possibile e operativa l’iniziativa privata. Dunque potrebbe approvare il progetto già inoltrato il 30 maggio 2017 e scongiurare quindi il definitivo trasferimento delle linee produttive, del personale e degli uffici nel sito di Notaresco. Tra l’altro sul terreno, essendo industriale, continuo a pagarci l’Imu».
Nel merito l’assessore Vannucci afferma che Rapagnà ha già avuto una risposta dagli uffici: «Io non riesco a comprendere l’ostinazione dell’imprenditore. Per quel terreno bisogna attendere l’approvazione della variante generale al piano regolatore. Per il momento dunque non possiamo fare nulla. Tra l’altro abbiamo carenza di personale negli uffici urbanistici e tante altre pratiche importanti hanno subito un rallentamento. Stiamo lavorando in questi giorni sui vincoli decaduti e sul Pan, due strumenti che dovrebbero andare in consiglio comunale ad aprile”.
Luca Venanzi
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