Pratiche ai Comuni, parlamentari divisi

Pezzopane (Pd) e Quagliariello (Idea) d’accordo con il sindaco. Berardini (M5S): proposta contraddittoria con altre scelte
TERAMO. La proposta di affidare ai Comuni la ricostruzione “leggera”, per accelerarne le procedure, raccoglie pareri discordanti tra i parlamentari. I rappresentanti eletti nei collegi teramani a Camera e Senato, che eventualmente dovranno proporre soluzioni normative per dare concretezza all’idea rilanciata dal sindaco Gianguido D’Alberto, sono d’accordo sulla necessità di snellire la burocrazia per gli interventi sugli edifici con danni meno gravi causati dal terremoto, ma con qualche distinguo.
L’ex consigliere comunale e ora deputato del Movimento 5 stelle Fabio Berardini, in particolare, sottolinea che a suo tempo proprio l’amministrazione comunale si disse contraria a farsi carico delle pratiche relative alle inagibilità con esito B. «Alcuni sindaci soprattutto delle Marche si dissero pronti a gestire la ricostruzione leggera», ricorda, «ma il Comune di Teramo espresse parere contrario perché riteneva di non avere una struttura tecnica adeguata». Berardini, dunque, ritiene contraddittorio l’atteggiamento di D’Alberto, sebbene specifichi che i problemi di personale dell’amministrazione comunale siano da addebitare alla giunta guidata da Maurizio Brucchi che «ha fatto cassa sacrificando la struttura amministrativa resa inadeguata». Il deputato tiene comunque a evidenziare che lo snellimento delle procedure sarà avviato già con l’applicazione delle misure contenute nel cosiddetto “decreto Genova” che affronta anche l’emergenza innescata dal terremoto del Centro Italia ed è stato appena approvato in parlamento.
In piena sintonia con la soluzione prospettata da D’Alberto si dice, invece, la deputata del Pd Stefania Pezzopane. «Il mio impegno è già indirizzato in questa direzione», afferma, «va colta la prima opportunità utile per introdurre la modifica». La parlamentare ipotizza anche l’inserimento dell’indicazione che attribuisce maggiori poteri ai Comuni nel “decreto milleproroghe”. «C’è bisogno dello strumento tecnico-giuridico adatto per introdurre la norma», spiega, «ma c’è bisogno che alla figura del commissario per la ricostruzione si affianchi anche un sottosegretario come interlocutore nel governo». Gaetano Quagliariello, senatore di Idea, fa notare che la sburocratizzazione è un’esigenza che porta avanti da tempo. «L’ipotesi di scorporare le pratiche per tipologia assegnandone la trattazione alle amministrazioni in grado di farvi fronte potrebbe funzionare», afferma, «e a maggior ragione sarebbe importante sfrondare a monte procedure spesso ridondanti e causa di inutili complicazioni». Su come ottenere questo risultato, per il parlamentare «l’ascolto delle categorie è un passaggio fondamentale, affinché non ci si limiti a spostare il problema invece di risolverlo». L’auspicio di Quagliariello è che su argomenti del genere «nessuno ragioni come ‘parte’ ma, ciascuno secondo il proprio e la propria responsabilità, si individuino gli obiettivi e si cooperi per raggiungerli».
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