Precipita in montagna e muore a 23 anni

19 Giugno 2017

Lo studente teramano Filippo Di Francesco stava arrampicando da solo: trovato senza vita dall’elicottero del 118

TERAMO. È morto sulle Pale di San Martino, uno dei gruppi dolomitici più belli e famosi, mentre praticava l’attività sportiva di cui era innamorato, l’alpinismo. Filippo Di Francesco era di Teramo, avrebbe compiuto 24 anni il prossimo 15 agosto e stava per conseguire la laurea specialistica in Management della sostenibilità e del turismo a Trento. Per questo si trovava in Trentino da due anni dopo la laurea triennale in Economia e commercio a Siena, per questo stava svolgendo da marzo uno stage all’Apt (azienda di promozione turistica) di San Martino di Castrozza. A Trento Filippo aveva anche una fidanzata ed è stata lei, sabato sera, a dare l’allarme non riuscendo più a contattarlo. Ieri mattina la macchina dei soccorsi si è mossa sapendo che Filippo era partito da solo, sabato, per compiere la traversata dei Campanili di Val di Roda, nel gruppo delle Pale di San Martino, un itinerario alpinistico con passaggi di IV grado. Il giovane, secondo quanto recita una nota del Soccorso alpino della zona, «era ben equipaggiato e munito di corda», ma deve aver perso l’appiglio mentre scalava il cosiddetto Campanile Castrozza. Alla base di questo, ieri mattina, l'elicottero del Soccorso alpino ha individuato il corpo del giovane, purtroppo senza vita. Il corpo è stato recuperato dal tecnico di elisoccorso e trasportato alla camera mortuaria di San Martino di Castrozza.
Qui in giornata sono arrivati da Teramo i genitori di Filippo. Il padre, Lamberto, è un noto imprenditore: è il presidente della Tinn, un’azienda con sede principale a Teramo e filiali in tutta Italia che produce software per le pubbliche amministrazioni. Filippo lascia anche una sorella di 16 anni. Cordoglio per la tragedia è stato espresso da Manuel Corso, direttore dell’Apt dove Filippo stava svolgendo lo stage pre-laurea, che ha dichiarato: «Aveva portato avanti i suoi compiti con competenza e professionalità. Era serio, capace e molto schivo, al meeting sulla “Green way” da lui organizzato volevamo ringraziarlo pubblicamente per il lavoro che aveva fatto, ma ho dovuto prenderlo letteralmente di peso in sala perché potesse ricevere i meritati applausi».(d.v.)
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