Prefettura a rischio e Brucchi insorge: «Un taglio ingiusto»

17 Dicembre 2014

Il governo vuole accorparla all’Aquila. Il sindaco: non siamo la Cenerentola d’Abruzzo, sono pronto a restituire la fascia

TERAMO. «Teramo non è e non sarà la Cenerentola d’Abruzzo». Il sindaco Maurizio Brucchi si prepara a dare nuova battaglia al governo Renzi dopo che si prevede la cancellazione degli uffici della prefettura di Teramo. Le prime indiscrezioni parlano di un accorpamento all’Aquila, che si aggiungerebbe a una lunga fila di enti interessati da analogo provvedimento quali l’Agenzia delle entrate e la Camera di commercio. Un ulteriore “scippo” a cui Brucchi dichiara di non voler assistere.

Un provvedimento ingiusto per il primo cittadino, anche poiché andrebbe a colpire solo il capoluogo teramano lasciando invariati gli assetti degli altri uffici in Abruzzo. «Sono d’accordo che serve una razionalizzazione e che la spending review tocca tutti», ha dichiarato Brucchi, «ma non mi convincono affatto le manovre che hanno il sapore del clientelismo. E mi riferisco al fatto che le prefetture di Pescara e Chieti, che hanno territori contigui e distano 25 chilometri l’una dall’altra, rimarrebbero inalterate secondo il disegno del governo. Con quale logica sopprimere e accorpare Teramo all’Aquila con una montagna che separa due territori?».

Il sindaco, già preoccupato dall’avviamento di 160 procedure di mobilità in Provincia a causa dei trasferimenti di competenze dell’ente locale alla Regione, teme il trasferimento di nuove unità lavorative e le conseguenti ripercussioni all’indotto teramano. «Il Governo inizi a tagliare i rami secchi in cima piuttosto che partire dalle radici», conclude, «come per la Tasi, sono pronto a mobilitarmi per restituire la fascia dal sindaco e portare la mia battaglia anche in sede di Unione dei Comuni».(m.d.t.)

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