Prende dieci multe per ingressi in Ztl e si rivolge al giudice

Corriere non intende pagare 800 euro perché il display era spento. Il Comune: ma il varco funzionava lo stesso
TERAMO. Ha collezionato dieci multe in un mese per violazione della zona a traffico limitato. Protagonista dell’ennesimo controverso episodio che investe il funzionamento dei varchi elettronici, in particolare quello di via Oberdan, è un rider, studente di Giurisprudenza fuori sede, che durante il lockdown ha fatto consegne a domicilio per conto di un ristorante in via Capuani. Il giovane andava a prendere in auto i piatti da consegnare a casa ai clienti e accedeva all’area interdetta al traffico ritenendo che le telecamere non fossero in funzione e dunque l’accesso fosse consentito liberamente. Secondo lui, infatti, il varco risultava non attivo nel periodo in questione. L’amara sorpresa è arrivata quando si è visto recapitare a casa i dieci verbali per violazione della Ztl per un ammontare complessivo delle sanzioni pari a 800 euro. In pratica il rider ha visto sfumare i guadagni del suo lavoro per un malfunzionamento del sistema di controllo.
Il ristorante ha declinato ogni responsabilità relativa alla presunta violazione e così il giovane si è rivolto al giudice di pace per ottenere la cancellazione delle multe ritenute ingiuste. Per la polizia municipale, infatti, non c’è stata alcuna disfunzione nei varchi elettronici nelle settimane in cui sono state rilevate le violazioni. «Il display in effetti era spento, ma non vuol dire che il varco fosse disattivato», spiega l’assessore alla mobilità Maurizio Verna, «in questo caso valgono le indicazioni riportate nella segnaletica orizzontale posizionata ad ogni accesso». A fornire questa disposizione è il codice della strada, a detta del Comune, per cui le multe non possono essere cancellate in quanto nulle. Sarà il giudice di pace, dunque, a valutare il caso.
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