Prende il reddito di cittadinanza mentre è agli arresti domiciliari

La Procura chiede il processo per altri otto accusati di indebita percezione di erogazioni pubbliche Tra questi figurano artigiani che lavoravano in nero e “disoccupati” che in realtà avevano un impiego
TERAMO. Un elenco sempre più lungo. Con i particolari a fare la differenza in storie che si ripetono con un filo conduttore: la sistematica elusione delle norme. Come nel caso della percezione del reddito di cittadinanza. Ci sono altre otto richieste di rinvio a giudizio (firmate dal pm Davide Rosati) a scandire la cronaca giudiziaria di finti disoccupati, artigiani in nero e persino di un 40enne che era agli arresti domiciliari e che quindi non avrebbe potuto percepire l’indennità ma che invece l’ha presa per cinque mesi.
L’ipotesi di reato, prevista inizialmente come truffa e poi come indebita percezione di erogazioni pubbliche, è stata meglio definita nel decreto legge del 28 gennaio 2019 coordinato con la legge di conversione del 28 marzo 2019 riguardante proprio le disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni che all’articolo 7 stabilisce: «Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, alfine di ottenere indebitamente il beneficio rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni».
Nei primi due mesi dell’anno il comando provinciale della guardia di finanza ha già segnalato 38 furbetti del reddito, ovvero persone che hanno percepito l’indennità pur non avendone i requisiti. Complessivamente avrebbero percepito 311mila euro di indennità non dovute. Numeri, che si aggiungono ai tanti del 2021, a riflettere l’immagine di un Paese in cui tutto è sempre possibile fino a quando non scatta l’inchiesta a definire l’illecito.
Nel Teramano la lotta ai furbetti del reddito di cittadinanza è iniziata ormai da anni, da quando la misura è stata introdotta. Tanto è vero che per molti ci sono fascicoli giudiziari già arrivati davanti al tribunale con richieste di rinvio a giudizio e tanti altri sono già in fase dibattimentale. E l’attività di controllo del comando provinciale delle Fiamme Gialle non si ferma e anzi si intensifica, visto che i controlli messi insieme nei primi mesi di quest’anno sono già di gran lunga superiori a quelli dell’anno scorso. I finanzieri delle compagnie di Teramo e Giulianova e delle tenenze di Nereto e Roseto, a seguito di mirate analisi di rischio elaborate dalla componente speciale della guardia di finanza, hanno denunciato le 38 persone. Le violazioni riscontrate hanno riguardato il 97% dei controlli eseguiti: tra questi, in particolare, sono emerse false dichiarazioni di cittadini stranieri che al momento della presentazione della domanda hanno dichiarato falsamente di aver il requisito della residenza in Italia da più di dieci anni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

