Presepi in mostra, c’è la polemica

Lo scultore Guerrieri: «Ho lavorato all’opera di Castelli, ma non vengo citato»
GIULIANOVA. »Al presepe di Castelli, esposto sotto il loggiato Cerulli a Giulianova Paese, ho lavorato tanto io sia come studente negli anni ‘60, sia come docente tra il 1970 e il 1975. Non sono stato però menzionato e questo mi spiace». A precisarlo è Daniele Guerrieri, scultore di Roseto, che sperava in una citazione in occasione dell'inaugurazione della mostra dei presepi di Castelli, avvenuta la scorsa settimana, nel loggiato Cerulli sotto piazza Belvedere a Giulianova.
Guerrieri, in questi anni, ha lavorato tanto come scultore in giro per l’Abruzzo e l’Italia, ma il suo legame con l’istituto d’arte di Castelli è forte, anche perché ha contribuito con il suo lavoro a tante opere, tra le quali il presepe ora esposto a Giulianova.
«Dal 1070 fino al 1975 ero presente come insegnante di decorazione plastica nell’istituto d'arte di Castelli», continua Guerrieri, «e tutte le opere di quell’epoca sono passate sotto le mie mani, insieme a Gianfranco Trucchia prima, e a Roberto Bentini dopo. Altre persone non mi risulta che abbiano mai operato in merito, se non come alunni. Le opere del presepe sono state fatte negli anni in cui io operavo nell’istituto e lo stesso modulo cilindrico è stato eseguito da me, oltre ad aver curato tutte le disposizioni esecutive di realizzazione. Ci sono testimonianze ancora presenti e consapevoli di ciò che affermo, come diversi miei ex alunni».
Non è la prima volta che Guerrieri non viene citato per il presepe di Castelli. «Diversi anni fa una critica d’arte», prosegue lo scultore ed ex docente del Grue, «scrisse su Castelli la storia del presepe citando diversi autori tranne me. Io ci ho messo passione, professionalità e cuore, e ho curato tutto l’iter del presepe, dalle infornate alla stampa, prima come studente poi come docente. Voglio ricordare anche il direttore di allora, Serafino Mattucci, che ebbe l’idea del presepe». Luca Venanzi

