Preso il truffatore seriale degli anziani

24 Luglio 2019

Tre colpi in città spacciandosi per un finto corriere dei pacchi. Incastrato dalle telecamere e dall’identikit delle vittime

TERAMO. Incastrato dalle riprese di alcune telecamere e dall’identikit delle vittime che, seppur molto provate, non dimenticheranno più il volto di chi le ha derubate approfittando di una età in cui le difese vacillano. Pasquale Pesacane, 31enne di Napoli, è finito nel carcere di Poggio Reale con l’accusa di aver messo a segno, insieme ad un complice, tre truffe ad altrettanti anziani teramani con l’escamotage del finto corriere pronto a consegnare pacchi per i familiari del malcapitato. I tre colpi sono stati messi a segno tra marzo ed aprile a Teramo, mentre una quarta è stata tentata nello stesso periodo a Torricella Sicura. L’uomo è accusato di truffa agli anziani, le cui pene poco tempo fa sono state inasprite.
Il modus operandi era sempre lo stesso: fingersi corriere per consegnare dei pacchi destinati ai familiari. Pacchi che, naturalmente, erano sempre vuoti. Il truffatore era riuscito a farsi consegnare somme di denaro, che variavano da mille a quattromila euro, dalle vittime, tutte meticolosamente selezionate tra gli anziani, delle quali conosceva i nomi, quelli dei figli o dei nipoti, convincendoli così a pagare per conto di questi ultimi il corrispettivo dell’acquisto alla consegna del pacco.
In un caso l’anziana vittima aveva raccontato di aver ricevuto a casa la telefonata di un uomo che successivamente si era presentato come un corriere che doveva fare una consegna urgente, sembra un computer, per il nipote. E aveva raccontato anche di aver parlato con qualcuno «che aveva la voce di mio nipote e che mi ha detto che era tutto a posto e che potevo pagare». Perché quando gli anni pesano nulla è semplice. Ed allora ecco i falsi operai dell’Enel, i falsi medici, i falsi ispettori, i falsi avvocati pronti a raggirare e derubare gli anziani. L’ultimo escamotage è quello di fingersi corrieri pronti a consegnare pacchi per i familiari delle vittime. Un attimo e il gioco è fatto. Resta l’amarezza delle vittime quando scoprono di essere state raggirate, il profondo disagio nel raccontarlo ai familiari, il timore che possa capitare ancora nella consapevolezza di quegli anni che passano. «Da quando è successo mia mamma non è più la stessa», dice una figlia, «ha paura anche di uscire. E questo far sentire ancora più indifese le persone anziane è il male peggiore che questi truffatori possano fare».(d.p.)
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