Pressing sul Governo per salvare 100 posti
Appalti di pulizia nelle scuole, il tavolo istituzionale con D’Alfonso scriverà un documento
TERAMO. Il percorso per tutelare le lavoratrici e i lavoratori impegnati negli appalti di pulizia delle scuole si muove su più fronti: dalla redazione di un documento congiunto da inviare al Governo, alla commissione cultura e ai ministeri competenti, all’interessamento della conferenza dei presidenti delle Regioni e della conferenza Stato Regioni. Oltre a un incontro tra rappresentanze sindacali, sottosegretari e viceministri che si stanno occupando della questione e di cui si è fatto promotore il senatore Luciano D’Alfonso.
È quanto deciso ieri mattina dal tavolo istituzionale convocato in Provincia dalla Filcams Cgil e dal presidente Diego Di Bonaventura per discutere di quello che rischia di diventare un paradosso: il processo di “internalizzazione” dei lavoratori della scuola “ex Lsu” ed ex “appalti storici”, che rischia di lasciare senza lavoro 100 persone solo in provincia di Teramo. Il decreto interministeriale, che dovrebbe essere firmato a breve, sancirebbe infatti l’assunzione nelle scuole italiane di 11.263 lavoratori e lavoratrici a fronte degli attuali 16.009, con un esubero definito da Mauro Pettinaro e Natascia Innamorati, della Filcams Cgil, come una «roulette russa perché non si capisce con quale criterio si farà la scelta». Una questione che impatta soprattutto nel Teramano. «In Abruzzo» ha sottolineato Lucio Cipollini della Filcams Cgil regionale, «stiamo parlando di 596 lavoratori e lavoratrici attualmente impiegati a fronte dei 392 posti assegnati dal ministero della Pubblica istruzione: un esubero di ben 200 persone, di cui 100 solo nella provincia di Teramo». Eppure tutti, a differenza di quanto accade in altri territori, avrebbero i requisiti per la stabilizzazione.
Da qui la necessità di porre la questione locale all’attenzione degli enti competenti ed evitare quelli che rischiano di diventare, come sottolineato da Innamorati, dei «licenziamenti di stato». All’incontro oltre al presidente della Provincia al sindaco di Teramo e presidente regionale Anci Gianguido D’Alberto e al senatore D’Alfonso erano presenti il capogruppo regionale della Lega Pietro Quaresimale, i consiglieri regionali Toni Di Gianvittorio (Lega), Sandro Mariani (Abruzzo in Comune) e Dino Pepe (Pd), la consigliera provinciale Martina Maranella, il consigliere comunale del Pd Massimo Speca. Grandi assenti invece i 5Stelle. «Non possiamo lasciare soli questi lavoratori» ha affermato Di Bonaventura, «la loro battaglia deve diventare la battaglia delle istituzioni locali». D’Alberto, che ha sottolineato come per risolvere la questione si debba agire sulla prossima finanziaria, ha aggiunto: «Siamo nell’area del cratere, non possiamo consentire ulteriori spogliazioni sociali». (a.m.)
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