Presto attivate le fototrappole Le Gadit si dotano di un drone

TERAMO. Contro l’abbandono di rifiuti il Comune mette in campo la tecnologia. Tra un paio di settimane, grazie alla collaborazione con le guardie ambientali Gadit e con il vigile ecologico Vincenzo...
TERAMO. Contro l’abbandono di rifiuti il Comune mette in campo la tecnologia. Tra un paio di settimane, grazie alla collaborazione con le guardie ambientali Gadit e con il vigile ecologico Vincenzo Calvarese, sul territorio entreranno in funzione da sei a otto fototrappole che immortaleranno chi non rispetta le regole sullo smaltimento del pattume. È lo strumento a cui l’amministrazione farà ricorso per tenere sotto controllo soprattutto le aree periferiche del vastissimo territorio comunale, dove ciclicamente compaiono discariche abusive. Le zone a rischio, in particolare quelle di confine con altri comuni, sono già monitorate dalle Gadit. Le guardie ambientali a Teramo hanno già individuato 30 trasgressori, che sono stati sanzionati, risalendo alla loro identità tramite elementi raccolti tra i rifiuti abbandonati. L’attivazione delle fototrappole, che saranno posizionate a rotazione nei punti critici, consentirà dunque controlli più efficaci.
«Gli strumenti saranno dotati di controllo a infrarossi per registrare immagini anche di notte», spiega Calvarese, «e di una scheda di memoria da cui prelevarle». Le guardie ambientali e il vigile ecologico si divideranno i compiti nell’accertamento delle violazioni. «Predisporremo la documentazione e stileremo i verbali», osserva il presidente delle Gadit Gaetano Ercole, «per l’emissione delle sanzioni che saranno notificate dal Comune». Per l’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura l’entrata in funzione delle fototrappole non sarà finalizzata solo a multare chi deturpa il territorio, ma funzionerà anche come deterrente, scoraggiando comportamenti incivili. «Conosciamo il territorio», avverte, «e sappiamo quali sono i punti in cui vengono abbandonati i rifiuti».
I controlli saranno rafforzati anche tramite altre apparecchiature. Le Gadit a breve si doteranno, infatti, anche di due videotrappole, telecamere particolarmente predisposte per registrare lo smaltimento irregolare del pattume, e utilizzeranno anche un drone per tenere sotto controllo le zone più impervie del territorio. (g.d.m.)
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