Primi morti a Teramo e arriva la zona rossa

Sono due anziani di Castiglione Messer Raimondo ricoverati al Mazzini Il governatore Marsilio decreta la chiusura della Valfino e dell’area vestina
TERAMO. Il coronavirus comincia a picchiare duro in provincia di Teramo. Ieri si sono verificati i primi due decessi legati al virus: nella notte è morto un paziente di 83 anni, che aveva già parecchie patologie complicate dal contagio del Covid 19 e nel primo pomeriggio è morto un altro uomo di 79. Entrambi erano di Castiglione Messer Raimondo, entrambi erano ricoverati nelle Malattie infettive dell’ospedale di Teramo. Ora l’Istituto superiore di sanità stabilirà se i decessi sono stati determinati dal virus o se è stata solo una concausa.
LA ZONA ROSSA. Strettamente correlata ai due decessi di ieri è l’istituzione della zona rossa in parte della Val Fino. Ieri pomeriggio il governatore Marco Marsilio in teleconferenza con i direttori generali delle Asl ha esaminato la situazione e ha deciso di fare un quesito al ministero dell’Interno. L’ordinanza è comunque già pronta: aspetterà stamattina per vedere se il ministero risponde. E’ attesa anche una relazione al riguardo della Asl di Pescara. A meno di improbabili stop del ministero l’ordinanza sarà emanata in mattinata. Per il momento sarebbero cinque i comuni che verrebbero “sigillati”: Penne, Elice, Castiglione, Castilenti e Montefino. Ma è possibile che ne vengano aggiunti altri della vallata .
In effetti i casi di coronavirus in questa zona aumentano di ora in ora e solo a Castiglione Messer Raimondo, paese di 2.200 abitanti, sono dieci. «Ma oggi era un via vai di ambulanze» fa notare il sindaco Vincenzo D’Ercole, «risulta che ci sono altri ricoveri, anche se non ci sono i risultati dei test. Siamo soddisfatti della decisione del governatore di istituire la “zona rossa” anche se ci sono voluti otto giorni per una cosa che si poteva fare in meno tempo, sempre a tutela della popolazione». Il sindaco ha anche sottolineato di non avere notizie precise dalla Asl «per quanto riguarda i tamponi che, inizialmente mi era stato assicurato sarebbero stati fatti a tutta la popolazione». Invece pare adesso che non sarà più così: da ieri vengono fatti solo a coloro che sono stati in contatto con positivi al Covid 19.
I NUMERI IN PROVINCIA. I numeri di contagiati, comunque, stanno aumentando in tutta la provincia. Ieri mattina, fra pazienti trattati a casa e i ricoverati, i contagiati erano 31. Di questi i ricoverati erano 12: sei sono in Malattie Infettive e sono affetti da polmonite senza bisogno di ventilazione invasiva, due sono in Rianimazione Covid a Teramo, due in Rianimazione all’ospedale di Atri e altri due sono sempre all’ospedale di Atri, senza necessità di ventilazione invasiva.
Fra i ricoverati ad Atri c’è anche un uomo cinquantenne di San Nicolò, il secondo ammalato di coronavirus del capoluogo, dopo il funzionario della Regione che ora sta bene. Il sindaco, Gianguido D’Alberto, ha annunciato anche di essere a conoscenza di un terzo caso in città, questa volta è una donna, della cui diagnosi però si attende ancora conferma.
Un altro centro che ha fatto registrare un gran numero di pazienti è Pineto. Ci sarebbero altri tre positivi oltre all’anziano di 79 anni da tempo ricoverato al Mazzini, l’infermiera che lavora all’ospedale di Atri e il marito che fa il medico rianimatore all’ospedale di Giulianova.
E proprio legata a quest’ultimo caso c’è stata una radicale opera di sanificazione dell’ospedale di Giulianova ieri, dove sono stati eseguiti anche 30 tamponi fra il personale dei vari reparti. Essendo l’ammalato un rianimatore, ha infatti avuto contatti con più divisioni. E Giulianova è interessata di riflesso anche da un altro caso venuto alla luce a Bellante. Si tratta di una donna in terapia domiciliare che fa la cuoca. A darne notizia è il figlio, titolare del ristorante Bora Bora che su Facebook ha voluto «tranquillizzare i clienti» annunciando che la madre che fa la cuoca del ristorante ora sta bene e che il personale è stato immediatamente sottoposto a controlli, senza evidenziare sintomi.
LAVORI AL TERZO LOTTO. Come previsto, dunque, il numero dei casi sta aumentando, in questa settimana in cui è previsto il picco. Aumentano anche i numeri dei tamponi, che da lunedì vengono inviati per le analisi all’istituto zooprofilattico, a cui arrivano anche quelli dell’Aquila e parte di quelli di Pescara.
E, per far fronte al picco, sono in corso i lavori al terzo lotto, cioè all’ex sanatorio, dell’ospedale di Teramo. Al secondo piano, nell’ex Hospice, ormai sono praticamente conclusi: sono stati allestiti altri 10 posti letto per il reparto di malattie infettive, che adesso è praticamente saturo. Fervono anche i lavori al pianterreno, nell’ex Psichiatria, dove per ora vengono approntati altri sei posti di terapia subintensiva dipendenti dalla Rianimazione, che vanno aggiungersi ai due attivi nelle Malattie infettive. Per il fine settimana i lavori dovrebbero essere conclusi. In questo caso sono stati più complessi: l’impresa edile ha dovuto installare anche i collegamenti ai gas medicali. Per ora tutta l’attrezzatura per i sei letti è stata recuperata fra arredi e macchinari in uso a vari reparti o nei magazzini. I ventilatori polmonari chiesti alla Protezione civile non sono mai arrivati. Sono arrivati invece alcuni Cpap, cioè caschi per migliorare l’ossigenazione, meno utili dei ventilatori in caso di coronavirus.
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