Primo assaggio d’estate lungo la costa

In tanti sulle spiagge, gli operatori sono ottimisti: «Le prenotazioni ci sono e cominciano a tornare anche gli stranieri»
ALBA ADRIATICA. È stato il primo fine settimana di mare sulla costa teramana, un anticipo d’estate ovviamente favorito dal sole e dalle temperature oltre i 25 gradi. Primi bagni e prima tintarella, dunque, per tanti, e centinaia di case estive riaperte dai proprietari arrivati dall’entroterra o da altre regioni. Nelle “sette sorelle”del litorale aprutino, finalmente tornate ad essere accomunate tutte dalla Bandiera blu, c’è stato un buon movimento. La primavera fino a qualche giorno fa non era stata clemente dal punto di vista del meteo, anche se tra Pasqua e il 25 aprile sulla costa c’era stato un buon afflusso di turisti: ieri, percorrendo il lungomare di Alba Adriatica, sembrava già giugno inoltrato, anche se molti stabilimenti non hanno ancora piazzato gli ombrelloni. Una cosa è certa: a sentire gli operatori le previsioni per l’estate alle porte sono buone, se non ottime. Forse sarà impossibile ripetere il boom di luglio e agosto 2021, ma ci si potrebbe andare vicini.
Andrea Montecchia, albergatore albense, è il presidente del consorzio Costa dei parchi, che riunisce strutture di tutta la costa della Val Vibrata. Sull’afflusso visto tra sabato e ieri dice: «Un primo movimento turistico c'era già stato a Pasqua e il 25 aprile, questo è il primo caldo e vedo un buon afflusso anche se gli alberghi non sono ancora aperti tutti, diversi hanno fatto degli interventi di ristrutturazione e lo stesso vale per alcuni grandi campeggi. Buona parte degli stabilimenti balneari, invece, sono già operativi».
E le prospettive per l’estate?
«Sono buone, le richieste ci sono, le prenotazioni pure e già di vedeva dalla fine di febbraio-inizio marzo. Dipenderà anche dal tempo, che è sempre il fattore principale che condiziona una stagione. Di sicuro la Bandiera blu data a tutte le sette località teramane ci aiuta e i grossi lavori di ripascimento in corso tra Alba e Martinsicuro cambiano in meglio l’immagine dei paesi».
C’è la possibilità di un ritorno in grande stile degli stranieri dopo due anni di turisti solo, o quasi, italiani?
«Sì. C'è il risveglio della componente straniera, che per noi significa prevalentemente tedeschi, austriaci e svizzeri. A fine mese, con la Pentecoste, si vedranno parecchi tedeschi in giro e arriveranno anche dei pullman. Già l'anno scorso a dire il vero si era rivisto qualcosa, anche se il boom del 2021 è dovuto al fatto che l'italiano non è potuto andare all'estero: e la prossima estate questa cosa ci sarà un po' meno. Spero di sbagliarmi ma non ci sarà il boom del 2021, un anno nel quale io sono tornato a vedere il movimento che si vedeva negli anni Ottanta, quando non si trovava una casa in affitto da nessuna parte. L’anno scorso si affittavano appartamenti per le vacanze anche a Corropoli! Però contiamo di tornare almeno sui livelli del 2019»
Luglio e agosto, dunque, si avviano di nuovo al pienone. Ma la famosa destagionalizzazione di cui si parla da decenni?
«Noi come consorzio Costa dei Parchi l'abbiamo sempre propugnata e dal 2010 abbiamo cominciato a praticarla con i tornei primaverili di calcio e altri sport ideati insieme all'Aics. Oggi, di fatto, l'unica destagionalizzazione che esiste sul territorio è questa».
Che numeri muove il turismo sportivo primaverile dalle nostre parti?
«Le presenze sono tante. Tra Pasqua e metà giugno abbiamo sette eventi in programma, ognuno dei quali porta circa duemila persone. Ma abbiamo bisogno di aiuto dai Comuni, le strutture sportive non sono tante e senza strutture prima o poi anche questa cosa cade. Speriamo che i fondi Pnrr sblocchino qualcosa. Per destagionalizzare si pensava anche a un grosso centro benessere, non si è mai riusciti a farlo. Devi dare un motivo alla gente per venire qui in bassa stagione».
La costa teramana riuscirà mai a fare un discorso unitario sul turismo?
«Noi con Costa dei Parchi abbiamo lanciato un brand per creare un'identità di territorio e far percepire meglio che esiste il nostro litorale, altrimenti siamo sempre e solo quelli "a sud di San Benedetto del Tronto". Purtroppo ancora non è stata raccolta questa sfida, sebbene non ci siano sostanziali differenze tra i sette comuni teramani».
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