Processo a Petrella, il giudice non ammette le intercettazioni

Restano fuori le telefonate tra il professionista e la moglie della vittima sulle cure da seguire Respinta l’eccezione sull’ammissibilità dell’autopsia: i risultati dell’esame entrano nel procedimento
TERAMO. Due ordinanze a scandire il futuro del processo in cui il medico teramano no vax Roberto Petrella è accusato di omicidio colposo per la morte di un paziente. Sono quelle con cui il giudice monocratico Claudia Di Valerio in apertura dell’udienza di ieri ha stabilito di acquisire i risultati dell’autopsia nel fascicolo del dibattimento e di non far entrare le intercettazioni, ovvero quelle tra il medico teramano e la moglie di Gennaro Sancez, il camionista casertano di 68 anni deceduto per un infarto nel dicembre del 2021. I familiari dell’uomo si sono costituiti parte civile.
Con il nero su bianco delle ordinanze il giudice ha risposto alle eccezioni sollevate nella precedente udienza dall’avvocato Tommaso Navarra, difensore del medico. Certosina e complessa quella sulla questione dell’autopsia disposta dalla Procura teramana (pm titolari del fascicolo Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra) dopo che il caso è passato da Catanzaro a Teramo per competenza territoriale e in seguito alla riesumazione del corpo. Nel provvedimento il giudice, richiamando i contenuti della legge Gelli-Bianco sulla colpa medica, stabilisce che per l’esame dell’autopsia è stato violato il criterio della collegialità (ovvero la scelta di un collegio di consulenti) ma che questa violazione non è rilevante ai fini dell’utilizzabilità dell’esame nel processo. Per le intercettazioni tra la compagna delle vittima e il medico sulle cure da seguire, nell’ordinanza si precisa la non utilizzabilità, richiamando la ormai nota sentenza Cavallo della Cassazione, perché acquisite nell’ambito di un altro procedimento e per reato successivamente riqualificato con la contestazione dell’omicidio colposo per cui non sono previste. Si torna in aula il 30 novembre con i primi testi citati dalla Pubblica accusa. Prossima udienza il 12 gennaio con l’audizione dei consulenti tecnici.
Secondo l’accusa della Procura Petrella, che ieri era in aula, nelle ore antecedenti la morte avrebbe prescritto telefonicamente alla vittima, che da giorni accusava febbre alta e malesseri diffusi, vitamine e integratori a base di funghi sconsigliandogli il ricorso alle cure ospedaliere. L'autopsia sul corpo di Sances ha escluso ogni ipotesi di decesso legata al Covid, stabilendo in un infarto del miocardio le cause della morte. Il medico teramano ha impugnato davanti ai giudici del Tar, il tribunale regionale amministrativo, entrambi i provvedimenti che n gli sono stati notificati a distanza di poche settimane l’uno dall’altro dall’Ordine provinciale dei medici che lo ha sospeso dalla professione prima per la mancata vaccinazione anti Covid e poi per l’inchiesta. (d.p.)
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