Processo acqua L’udienza slitta ancora
TERAMO. L’emergenza Covid fa slittare ancora il processo sull’acqua del Gran Sasso. L’udienza in programma ieri mattina davanti al giudice monocratico Domenico Canosa è slittata al 26 maggio proprio...
TERAMO. L’emergenza Covid fa slittare ancora il processo sull’acqua del Gran Sasso. L’udienza in programma ieri mattina davanti al giudice monocratico Domenico Canosa è slittata al 26 maggio proprio per il rispetto delle norme anti Covid che non consentono, nello spazio della Corte d’assise, di mantenere le norme del distanziamento sociale in un processo con tante parti come quello dell’acqua: dieci indagati e 12 parti civili ammesse. Già in passato gli avvocati degli imputati hanno chiesto, proprio per garantire il rispetto delle norme anti Covid, lo spostamento dell’udienza in altri spazi. Dunque, si torna in aula a maggio, con l’esame dei primi testi dell’accusa, ovvero i carabinieri del Noe impegnati all’epoca nelle indagini. Nel procedimento , che vede imputati i vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo, la Procura contesta l’inquinamento ambientale e il getto pericolose di cose. Il processo è nato da un’inchiesta che ha posto sotto la lente di ingrandimento di investigatori e inquirenti l’intero sistema Gran Sasso, evidenziando quella che la Procura ha definito come un permanente pericolo di inquinamento delle acque. (d.p.)
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