Processo bis a Varrassi, rischio prescrizione

7 Febbraio 2015

Prima udienza per l’ex manager dell’Asl e altri quattro per il centro di fecondazione assistita

TERAMO. Inizia il processo per il centro di fecondazione assistita dell'Asl che, per l'accusa, sarebbe stato aperto senza autorizzazione, ma entro l’anno incombe il rischio prescrizione del reato contestato a tutti che è la violazione del testo unico delle leggi sanitarie. A processo l'ex direttore generale della Asl teramana Giustino Varrassi, l’ex direttore sanitario Camillo Antelli, il direttore dei presidi ospedalieri Gabriella Palmeri, il direttore del dipartimento materno infantile Goffredo Magnanimi e l’ex responsabile dell'unità operativa semplice dipartimentale di fisiopatologia della riproduzione Francesco Ciarrocchi. Varrassi, assolto nel processo per il centro di fibrosi cistica insieme a Magnanimi, è a processo anche per l’uso dell’auto blu. Dopo l’udienza di ieri, nel corso della quale sono stati ammessi i mezzi di prova e le liste testi, il processo davanti al giudice Enrico Pompei è stato aggiornato al 4 maggio. «Gli indagati», si legge nel decreto di citazione diretta firmata dai pm Irene Scordamaglia e Davide Rosati, «attivavano un ambulatorio specialistico- centro per la fecondazione medicalmente assistita, senza che la struttura fosse in possesso della prescritta autorizzazione, di cui alle richiamate norme e della legge 40, delle deliberazioni della giunta della regione Abruzzo numero 591 e del commissario ad acta numero 36, successivamente integrate dal decreto numero 43 del commissario ad acta , relative alla definizione dei requisiti di autorizzazione delle strutture che erogano prestazioni di procreazione medicalmente assistita». La procura, in particolare, contesta che, «senza la predetta autorizzazione dal 1 novembre 2011 al 31 marzo 2012, venivano erogate 738 prestazioni». Sul caso del centro di fecondazione si è espressa anche la Cassazione che ha annullato con rinvio il provvedimento con cui il tribunale del Riesame aveva dissequestrato il centro. (d.p.)

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